Senza Stelle
di Adriana Marineo
Sentire.
È possibile sentire in molti modi diversi. Non è detto che tutti sentiamo nello stesso modo, ne che gli altri sentano ciò che sentiamo noi. A volte per sentire alcune emozioni bisogna condividerle con il prossimo, essere nello stesso spazio, farne esperienza. Per imparare a sentire bisogna anche spegnere momentaneamente gli altri sensi, soprattutto lo sguardo che tanta forza ha nella nostra vita. Sentire può essere un modo di essere, di vivere, ma attraverso ciò che ci lasciano sentire, il potere può anche controllare le masse. A volte si possono sentire solo cose attraverso i sogni perché nella vita quotidiana ci sono troppo rumori di fondo che ci disturbano, ci dividono dai veri suoni come se fossero un muro.
A volte per sentire veramente, bisognerebbe solo fare silenzio.
“Senza stelle” narra l’esistenza di due mondi paralleli, apparentemente distanti tra loro per collocazione temporale e spaziale. Il primo segue il percorso di un individuo all’interno di una città in cui il potere dominante si serve del suono per controllare la popolazione, esercitando attraverso di esso forme di sorveglianza e oppressione. Il secondo, invece, esplora le relazioni e le esperienze di una comunità che attribuisce all’ascolto un valore profondo e sensoriale, considerandolo uno strumento per entrare in sintonia con la natura e indagare le dimensioni oniriche.
Adriana Marineo usa una gabbia di otto quadrati per pagina, che si succedono tutti uguali assumendo un insolito formato di stampa. Le vignette sono disegnate in maniera semplice, sintetica, con un segno sottile che sembra fatto a penna Bic. Tutto ricorda una sorta di bozza, di taccuino dove si appuntato sensazioni, emozioni, ricordi. Forse tracce di un'insolita riflessione sul sentire.
Senza stelle è realizzato grazie a Opale, progetto di Maple death e Canicola, sostenuto dalla regione emilia-romagna nell'ambito della legge 2 sulla musica.


Copyright Canicola/ Maple death, 2026
Copyright Adriana Marineo, 2026