El Dorado
di Alberto Breccia e Carlos Albiac
Dopo aver costruito negli anni un catalogo che comprende alcuni dei più importanti protagonisti del fumetto italiano, tra cui Sergio Toppi, Dino Battaglia, Attilio Micheluzzi, Gianni De Luca e Guido Crepax, Nicola Pesce Editore amplia ulteriormente la propria proposta editoriale accogliendo uno dei più grandi maestri della storia della nona arte: Alberto Breccia. Non a caso Igort, nelle sue celebri lezioni dedicate al fumetto, lo ha definito semplicemente "il Re".

Nato nel 1919 e scomparso nel 1993, Breccia è considerato uno degli autori più rivoluzionari del fumetto internazionale. Formatosi artisticamente a Buenos Aires, ha trasformato il linguaggio del disegno grazie a una ricerca espressiva incessante, sperimentando tecniche e materiali sempre nuovi: dal forte impiego del chiaroscuro di matrice espressionista al collage, fino all'utilizzo di strumenti inconsueti come lamette e spugne, capaci di generare effetti materici originali e di grande intensità.
L'influenza esercitata dalla sua produzione artistica è stata enorme. Opere fondamentali come "L'Eternauta", "Mort Cinder" e "Perramus" hanno lasciato un segno profondo su numerosi autori, da Frank Miller fino a molti dei principali fumettisti contemporanei. Nelle sue tavole Breccia non si limitava a raccontare una vicenda, ma trasformava ogni storia in un'esperienza visiva, dando forma all'inconscio, all'angoscia e persino alla dimensione letteraria.
Ad aprire la nuova collana dedicata all'autore argentino è "El Dorado", realizzato sui testi di Carlos Albiac e disponibile dal 10 luglio. L'opera affronta il celebre mito dell'Eldorado attraverso una potente reinterpretazione artistica, nella quale la realtà storica viene trasfigurata da un linguaggio grafico di straordinaria forza evocativa, capace di restituire tutta l'energia primordiale della natura. Per la prima volta questa fondamentale opera di Breccia viene raccolta in un volume destinato al pubblico italiano.

"El Dorado" inaugura così un progetto editoriale nato con l'obiettivo di recuperare e riproporre in modo organico la produzione del maestro argentino. Nel volume Breccia rilegge il mito partendo dagli avvenimenti realmente accaduti, concentrando il racconto sulla figura del conquistador Lope de Aguirre e sulla spedizione che nel 1560 attraversò il Rio delle Amazzoni.
Figura tra le più controverse della conquista spagnola delle Americhe, Lope de Aguirre fu un conquistador di origine basca ricordato tanto per la sua estrema ferocia quanto per la clamorosa ribellione che lo portò a sfidare l'autorità del re Filippo II. La sua nascita viene collocata tra il 1511 e il 1518 nei pressi di Oñati, nei Paesi Baschi. Nel 1534 lasciò la Spagna per raggiungere il continente americano, con ogni probabilità prendendo parte a una spedizione composta da circa 250 uomini agli ordini di Rodrigo Buran.
La decisione di attraversare l'Atlantico maturò dopo il rientro dal Perù di Hernando Pizarro. I racconti sulle immense ricchezze dell'Impero Inca e sulle leggendarie quantità d'oro rinvenute in quelle terre alimentarono il suo desiderio di partecipare alla conquista del Nuovo Mondo. Nel corso della sua esistenza Aguirre si costruì una fama legata alla brutalità delle sue azioni e alla ribellione contro la Corona spagnola. Allo stesso tempo, la sua vicenda personale, segnata da imprese avventurose e da una vita fuori dagli schemi, contribuì a trasformarlo in uno dei personaggi più discussi e controversi della storia della conquista americana.
L'immagine di Lope de Aguirre più nota al grande pubblico è probabilmente quella proposta da Klaus Kinski nel film "Aguirre, furore di Dio" (1972), diretto da Werner Herzog. In questa celebre rilettura cinematografica, il conquistador è ritratto come un uomo ossessionato dal miraggio dell'Eldorado, destinato a procedere verso una morte inevitabile nel cuore dell'immensa foresta amazzonica.
La realtà storica, tuttavia, fu ancora più straordinaria della rappresentazione cinematografica. Come già ricordato, la spedizione guidata da Aguirre non si concluse nella giungla, ma riuscì a completare la discesa del Rio delle Amazzoni fino a raggiungere l'Oceano Atlantico.

La sceneggiatura di Carlos Albiac si fonde con un impianto visivo di straordinario impatto, nel quale la rappresentazione della natura assume una dimensione quasi visionaria. Il resoconto storico si trasforma così in una riflessione di carattere universale, dimostrando ancora oggi la modernità e l'efficacia del linguaggio espressivo elaborato da Breccia.
Portata a termine nel 1992, poco prima della morte dell'autore, quest'opera costituisce uno dei punti più alti della sua carriera artistica. L'edizione italiana la propone per la prima volta in volume, in una prestigiosa versione cartonata di grande formato, impreziosita dalla prefazione del giornalista e saggista Luca Raffaelli.
Anche sotto il profilo tecnico "El Dorado" rappresenta un esempio significativo della continua ricerca dell'autore. Le tavole sono realizzate attraverso l'impiego di acrilici e tempere stesi in modo da creare superfici dense e materiche, una soluzione che accentua la durezza della spedizione, il tormento dei protagonisti e la cupezza dell'atmosfera mediante una tavolozza dominata da colori scuri e compatti. Il risultato è un'opera di straordinario valore artistico, che permette ai lettori di riscoprire uno dei lavori più significativi dell'intera produzione di Breccia e della storia della nona arte.
La collana proseguirà successivamente con altri titoli fondamentali del maestro argentino, tra cui "Un tal Daneri", "C'era una volta", "Incubi" ed "Edgar Allan Poe".
Il recupero dell'opera completa di Alberto Breccia rappresenta un progetto editoriale di grande complessità. Il caporedattore Stefano Romanini è già impegnato nel reperimento e nella ricostruzione di numerosi lavori storici dell'autore, un'attività resa particolarmente difficile dalla frammentazione dei diritti, rimasti nel tempo nelle mani di molti editori differenti.
Per rendere omaggio all'importanza artistica di Breccia, Nicola Pesce Editore ha inoltre realizzato un'edizione di particolare pregio. I volumi saranno pubblicati in formato A4, con copertina rigida, dorso rivestito in imitlin, una speciale finitura simile al tessuto, stampa opaca di elevata qualità e un ricco apparato di contenuti extra, completato da introduzioni e approfondimenti affidati a esperti del settore.

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Ulteriori approfondimenti:
Scheda autore: Breccia Alberto











