I sopravvissuti
Bonvi
Nell’aprile 1971 Bonvi pubblicò una breve storia di sette pagine sulla rivista “Horror” dell’editore Gino Sansoni. L'imprevedibile e vulcanico fumettista, creatore delle Sturmtruppen1 e di Cattivik2, immaginò nel breve fumetto che il nostro adorato pianeta Terra fosse stato devastato da una terribile guerra nucleare. Erano gli anni della guerra fredda e il timore di un conflitto nucleare che avrebbe potuto distruggere il genere umano era ossessivamente radicato nel dibattito pubblico. Io ero piccolo, ma ricordo ancora una delirante trasmissione televisiva di quegli anni che consigliava agli italiani di coprire le finestre di casa con i fogli di carta stagnola che si usano comunemente in cucina, per proteggersi dalle radiazioni di un eventuale bombardamento. Una sorta di bunker antiatomico casalingo, tipico del “fai da te” improvvisato del nostro bel paese. Nel frattempo nella vicina Svizzera una legge3 obbligava (e lo fa tutt’ora) i costruttori edili a realizzare, per ogni nuovo nucleo abitativo (condominio o abitazione privata) un rifugio antiatomico.

Bonvi, nelle poche tavole del suo racconto dipinge, con un drammatico bianco e nero, un mondo devastato e tetro, nel quale i pochi sopravvissuti si sono rifugiati in profondi e inespugnabile bunker e ben si guardano dal ritornare in superficie, fino a che le radiazione saranno sparite. La tematica, evidentemente interessante per l'autore modenese, viene ripresa nello stesso periodo nella serie “Cronache del dopobomba”.
Nella prima vignetta una grande luna domina un desertico paesaggio di crateri e resti di edifici. Il vento soffia solingo sull’ingresso blindato di un bunker antiatomico. Una scritta recita: “... dopo ogni cataclisma, dal diluvio universale in poi, ci sarà sempre qualcuno disposto a ricominciare da capo la ricostruzione della civiltà… questo è sempre stato il compito dei … sopravvissuti”.
Gli unici disperati che ancora camminano sulla superficie terrestre devastata sono gli emarginati, i freak, i mostri. E quali mostri sono più rappresentativi se non un vampiro (tipicamente vestito con abiti eleganti e dal comportamento educato e signorile che suggeriscono le sue nobili origini, quelle di un conte ovviamente) e un licantropo decisamente più bestiale (sia nel comportamento che nell'aspetto). Queste creature sono state emarginate dalla società sia per la loro diversità, sia per la loro pericolosità. Ma ora, unici esseri viventi errabondi per le grigie lande della superficie terrestre, hanno un unico problema: come nutrirsi, visto che le loro consuete vittime, nonché elementi fondamentali del loro menù, sono scomparse e nessuno può prendere il loro posto. I morsi della fame attanagliano i loro stomaci e a nulla servono i loro sforzi per tentare di aprire le porte sigillate dei bunker. Tutto sembra perduto. Almeno fino a quando non atterra un'astronave con un extraterrestre, munito delle immancabili antennine, giunto sulla Terra per salvare gli ultimi sopravvissuti, portandoli sul suo pianeta…
Potete leggere la storia all’interno del volume cartonato dedicato alle “Cronache del dopombomba” volume 1 edito nel 2023 da Nona Arte.
Articolo di Marco Feo
Copyright © BONVI/EREDI BONVICINI
Copyright © Editoriale Cosmo / Nona Arte 2023.
Note:
1) Sturmtruppen è una serie a fumetti a striscia di genere satirico creata da Bonvi (Franco Bonvicini) nel 1968.
2) Cattivik è un personaggio dei fumetti creato nel 1965 da Bonvi e disegnato poi da Silver.
3) La legge svizzera (Legge federale sulla protezione della popolazione e sulla protezione civile) impone ancora il principio del "un posto protetto per ogni abitante", garantendo una copertura per il 100% della popolazione tramite oltre 370.000 rifugi. Sebbene dagli anni '60 la norma fosse stringente, dal 2012 l'obbligo di costruzione riguarda principalmente i nuovi grandi edifici (più di 38 locali) o comuni con carenza di posti. Chi non costruisce un rifugio deve pagare una tassa di compensazione (1.400 CHF per posto dal 2026).
Ulteriori approfondimenti:
Leggi la scheda dedicata a:Bonvi










