Tex - Inferno a Red Junction

Speciale Tex n.42

Testi di Tito Faraci

Disegni di Horacio Altuna

Nel 1948 Gianluigi Bonelli, con l’apporto delle abili matite di Aurelio Galeppini, creò il monolitico personaggio di Tex: impavido pistolero e ranger del Texas, deciso raddrizza-torti, che ancora oggi è il pilastro economico della Sergio Bonelli editore, oltre a essere uno dei più longevi personaggi del nostro paese. Quando gli diede forma lo scrittore non installò alcun dubbio nella personalità del suo avventuriero: Tex è sicuro di sé, sa cosa è giusto e cosa no, vede con chiarezza dove sta il bene e dove il male e, su queste basi, può agire con determinazione, per portare giustizia fra i più deboli, gli oppressi e i disperati. Molto diverso è il cugino Zagor, inventato nel 1961 dal figlio di Gianluigi Bonelli, ovvero Sergio, sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta. Zagor, pur nel suo ruolo di paladino e difensore dei più deboli, affronta con coraggio e determinazione le prove più difficili, pur sapendo che la verità non sta mai da una sola parte e che nella vita non tutto e sempre bianco e nero, bene e male. Questa consapevolezza gli deriva dalla sua esperienza e dalla sua stessa genesi che Sergio Bonelli ci racconterà in uno specifico episodio1. Il concetto fino ad ora descritto non è certo nuovo fra i lettori dei due fumetti, ne abbiamo parlato più volte sulle pagine dello Sciacallo Elettronico e la stessa cosa hanno fatto molti altri critici e giornalisti del medium fumetto. Volevamo però aprire questa recensione riprendendo il concetto perché è la chiave da cui è partito lo sceneggiatore della storia, l'abile Tito Faraci, per costruirvi la vicenda.

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La monolitica personalità di Tex, pur nella sua abbagliante e binaria semplicità, non semplifica certo il lavoro dei soggettisti, specie dopo quasi 800 albi usciti, a cui dobbiamo aggiungere speciali, maxy ed edizioni varie. Nella canonica serie western della Bonelli i ruoli sono definiti: Tex il buono, i suoi avversari i cattivi. E in fondo è proprio questa catartica funzione di redenzione che il lettore affezionato, dopo tanti anni di lettura, continua a ricercare. 

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Tito Faraci, da sgamato conoscitore del fumetto nostrano, gioca proprio su questo aspetto fondante del ranger, andando a costruire per questa storia del quarantaduesimo Texone, una vicenda dove i ruoli dei comprimari sono continuamente ribaltati, i personaggi, pur recitando il loro copione negativo, devono essere continuamente riscoperti, indagati, riscritti. Le loro stesse posizioni muteranno nello svolgersi della vicenda, dovendosi ricredere e adattare alla realtà che li circonda.

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I ranch e i pascoli di Red Junction sono continuamente soggetti a incendi e incidenti che spesso portano innocenti vittime fra i cowboys. Gli incidenti sono provocati dalla guerra che si è scatenata fra due grandi proprietari terrieri che sono in guerra fra loro e si contendono i possedimenti, scacciando con la forza bruta i piccoli allevatori. I loro nomi sono Hughes e Santos.

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Tex e Carson giungono nella zone giusto in tempo per sventare il barbaro linciaggio della bella ranchera Candice Madison. Ma, come scrivevamo prima, nulla è come sembra. La ragazza è molto abile a sfruttare il suo fascino per sedurre gli uomini che la circondano, ingannarli e manipolarli per i suoi fini. Lo stesso Tex dovrà resistere alle false avance dell’affascinante ammaliatrice.

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Horacio Altuna è una firma storica del fumetto argentino. Quando Sergio Bonelli ideò la collana dei Texoni lo fece per invitarvi le più influenti firme del fumetto internazionale a confrontarsi con il character principale della casa editrice milanese. Il grande formato delle pagine della pubblicazione erano pensate proprio per valorizzare il segno grafico dei diversi autori. Sappiamo che più volte Sergio Bonelli aveva invitato il disegnatore argentino alla collaborazione, ma purtroppo per vari impegni l'iniziativa non si era mai concretizzata. Finalmente questa pubblicazione rende merito al lavoro dell’autore sud americano.

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Il tratto di Altuna è veloce, immediato, grezzo, nervoso, apparentemente schizzato di getto. Il segno mantiene una solida uniformità tra soggetti e piani di profondità, aumentando la freschezza e l’immediatezza delle sue illustrazioni. La linea costante si buca con macchie nere profonde che aprono squarci di ombra e creano un contrasto plastico e tridimensionale. Anche i retini sembrano applicati in maniera incerta, frammentata, conferendo a tutta l’immagine una percezione di lavoro artigianale, concreto, materico, solido. Eppure da quelle vignette trasuda un’esperienza profonda, una maestria della composizione, dell’equilibrio, del disegno sudata e acquisita nei molti anni di lavoro sul tavolo da disegno2. Il maestro dell’historieta è famoso per la sua abilità con l’anatomia e in particolare nel saper rendere il fascino del corpo femminile. La figura della bella Candice sembra essere stata costruita appositamente per lui. Tex Willer acquista una fisionomia particolare, meno accademica, più giovane e scanzonato. Ma è proprio questo il gioco attraente dei Texoni: godere dell’interpretazione grafica dei diversi disegnatori a cui è stato affidato il compito di cimentarsi con il famoso pistolero bonelliano.

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Articolo di Chiar Zeiss

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Note:

1) Il passato di Zagor, ovvero le origini di Patrick Wilding e la nascita dello “Spirito con la Scure”, viene raccontato da Guido Nolitta nell’albo Zenith n. 52 del 1970, intitolato appunto “Il passato di Zagor”. Con i disegni di Gallieno Ferri, ci viene narrata la tragedia dell’uccisione dei suoi genitori da parte degli Abenachi guidati da Salomon Kinsky. Epoi in “Zagor – Le Origini” (2019), miniserie scritta da Moreno Burattini e disegnata da Walter Dell'Edera, che approfondisce in chiave moderna la giovinezza di Patrick, il rapporto con il padre Mike e con il trapper Wandering Fitzy.

2Altuna ha 84 anni.