In questo testo del 2004 Alessandra Anichini, docente di Digital writing presso l’Università degli studi di Firenze, stilava un’analisi attenta e approfondita dei nuovi scenari che la creazione di un’opera multimediale comporta. L’evoluzione del concetto di testo e scrittura verso un linguaggio sempre più grafico. Interessanti analisi che forniscono spunti di riflessione per migliorare e aggiornare il proprio concetto professionale di “grafico, artista ed operatore multimediale”.

Testo scrittura editoria multimediale

di Alessandra Anichini

Articolo di Masco Mor

Le nuove tecnologie e i nuovi media, che utilizziamo tutti i giorni, hanno inevitabilmente mutato il nostro modo di comunicare e parallelamente, anche se non ce ne accorgiamo, di ragionare. Questo concetto può sembrare azzardato, ma pensate a ciò che facciamo con le mail, alle risposte veloci, sintetiche ed immediate degli SMS, alle ricerche di notizie su internet, al significato di verità e attendibilità delle fonti giornalistiche sempre più incerto… vi renderete conto immediatamente che, anche solo rispetto a 10 anni fa, la scrittura e la comunicazione in effetti sono cambiate. Non si tratta solo dell’utilizzo di una tastiera piuttosto che di una penna stilografica, di un mouse o di una tavoletta grafica, ma di una mutazione più profonda che riguarda il nostro modo di formulare un pensiero. Fenomeni che non possono passare senza lasciar tracce sul nostro lavoro grafico o artistico.

scrittura

In “Testo scrittura editoria multimediale” l’autrice Alessandra Anichini (docente di Digital writing presso l’Università degli studi di Firenze) cerca proprio di analizzare questo cambiamento, fattore intrinseco del progresso umano. Una scalata che parte dalla notte dei tempi. L’invenzione della scrittura è stata la più grande rivoluzione che il sistema comunicativo umano abbia mai avuto: non si trattava semplicemente di una traduzione in codici stampati o scritti su un foglio di carta o ancora prima su di una tavoletta di legno o di terracotta. Il vero nucleo di questa rivoluzione risiedeva nel nuovo modo d’impostare il pensiero. Una grammatica rigorosa, una semantica costituita, una sintassi articolata, sviluppava il pensiero logico e razionale, scientifico.

La multimedialità oggi (forse la terza rivoluzione mediatica, dopo l’invenzione della stampa) non solo arricchisce la comunicazione di suoni, animazioni, interattività, ecc… nello stesso tempo ne erode la verticalità e purezza di lettura, la sottopone a continui punti di vista ed interpretazioni, arricchendo ed aprendo il pensiero umano, ma sottoponendolo a forti rischi destrutturalizanti.

Il testo non è considerato solo come una serie di espressioni alfabetiche, piuttosto un’idea dilatata che include al suo interno forme svariate d’espressione e comunicazione. In questo senso il lavoro di chi si occupa di multimedialità oggi, si può caricare di valori e possibilità molto grandi. Non si tratta semplicemente di tradurre un oggetto da un media ad un altro più complesso, magari abbellendolo. Si affaccia una responsabilità linguistica e concettuale, dalla quale, gli artisti contemporanei della Net.Art e Web-Art sono sempre più attratti.

Tutto ciò dovrebbe offrire a chi si occupa di “scrivere” (l’autrice volutamente utilizza questo termine tradizionale con un’accezione molto ampia, facendovi confluire tutto ciò che riguarda la creazione di multimedialità) testi, presentazioni multimediali, siti internet o altro, orizzonti inediti ed estremamente interessanti. Testo e immagine uniti diventano comunicazione e pensiero, un linguaggio inscindibile.

Il volume analizza le nuove forme di scrittura cercando di spiegare il valore di un’opzione piuttosto che un’altra, le sue intrinseche motivazioni. “La sfida più importante è quella di riuscire a cambiare davvero qualcosa, a scrivere testi nuovi, che siano diversamente espressivi e comunicativi rispetto a quelli del passato.”

La pubblicazione si suddivide in cinque grandi capitoli che individuano altrettante caratteristiche di “testo”. Il primo è dedicato “al testo pensato”, ancora in divenire, nella mente dell’autore, ma già strutturato logicamente secondo le sequenze dell’espressione testuale. Ci si sofferma qui inizialmente sull’indagine storica del linguaggio e sulla sua costituzione semantica, attraverso l’esempio dei più importanti semiologi del passato. Ogni capitolo si apre con uno sguardo al passato, calando questa mutazione linguistica nel progresso della storia umana. Viene approfondita la natura stessa del linguaggio e la sua apertura, intrinseca, ad un sistema ricco e complesso, costituito da ogni forma che può divenire comunicazione. Un linguaggio unico, una rete sempre più complessa di connessioni semantiche. Si prosegue quindi definendo lo scrivere come forma di progettazione, di stesura e fissazione del pensiero. Operazione che grafici ed artisti digitali conoscono bene: progettare il software, pianificare obiettivi e percorsi, stendere mappe, scalette, diagrammi, tabelle … tempi fondamentali della nostra “scrittura”.

Il secondo capitolo è dedicato “al testo che si stampa”, riferito ovviamente al supporto cartaceo. Una riflessione interessante viene suggerita in relazione ai tempi della scrittura: ovvero lo spazio dedicato all’impostazione quasi di getto, liberatoria, dell’idea, la parte più creativa concettualmente, e poi la parte di organizzazione grafica del foglio o della forma del contenuto. Troviamo in queste pagine parecchi approfondimenti, anche pratici, relativi alla gabbia d’impaginazione, alle immagini, colori, ecc…

Nel terzo capitolo, “il testo che si guarda” (se proiettato in un video ad esempio), è l’importanza dell’immagine e della visione che viene analizzata a partire dagli affreschi Giotto, attraverso la storia dell’Arte, le lanterne magiche come antesignane del cinema, fino alla comunicazione pubblicitaria veloce e dirompente e alle sperimentazioni dell’Arte multimediale, Flash, ecc. Una carrellata che dimostra come il lettore è ormai abituato a decifrare messaggi compositi il cui elemento visivo risulta predominante rispetto alla scrittura verbale.

Il testo che si naviga” del quarto capitolo affronta l’ipertesto. L’interattività è la nuova modalità di fruizione: un’organizzazione non lineare dei concetti, la moltitudine delle rappresentazioni mentali, siti statici e siti dinamici, come strutturare un sito, mappe, sequenze, gerarchie, matrici, livelli, link, segnalibri ecc. A partire dalla prima teorizzazione di Ted Nelson nel 1960 (progetto Xanadu), fino alle più attuali sperimentazioni in corso.

E infine “il testo in cerca d’autore”, il vero cuore della pubblicazione. E’ il testo novità, quello ancora difficile da definire, che tende ad affidare all’intelligenza artificiale della macchina parte della propria composizione e che ha bisogno di nuovi autori, mettendone in forse il loro stesso ruolo, almeno quello tradizionale. Oggi è il lettore ad interrogare direttamente la macchina e ad attendersi delle risposte precise. Le pagine on-line, per loro natura, invecchiano nel giro di qualche giorno, se non ore, sono composte e poi modificate da più autori. L’idea di un testo compiuto sfugge alla logica della scrittura on-line. Pensate alle classiche biblioteche: è difficile archiviare in un sistema tradizionale (seppur digitale) questo tipo di opere. Lo si può fare con un CD-room, in qualche modo assimilabile ad un volume cartaceo. Ma il testo su internet continua a mutare, plasmarsi, arricchirsi e distruggersi per interferenza e commistione con altri link.

L’autrice analizza gli sconvolgimenti in atto, ma anche le offerte possibili che internet chiede, con nuove competenze, per i nuovi autori.

La scrittura si presenta quindi sempre in un duplice aspetto: caratterizzata dal rapporto fra le parole (concetti) e il loro aspetto, i dati e la struttura. L’aspetto visivo diventa sempre più preponderante e non secondario. Questo implica una progettazione quasi da sceneggiatura del testo, che prevede la sua presentazione non come atto a seguire ma come fenomeno intimo della creazione. I testi diventano, all’interno di queste strutture, dei tasselli interscambiabili e leggibili secondo differenti percorsi. La “scrittura” è ormai un processo di architettura.

Testo scrittura editoria multimediale

Alessandra Anichini

Collana Idee&strumenti

Apogeo

304 pagine bianco e nero

Euro 25,00

codice ISBN: 88-503-2090-6

 

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