Viaggio notturno

Vanna Vinci
Sergio Bonelli editore

Formato: 22 x 29,7 cm, colore
Pagine: 72
Rilegatura: Cartonato

Storia in quattro volumi:
Numero: 1 - La casa
Numero: 2 - La bambina
Numero: 3 - I sotterranei
Numero: 4 - Jana


La fumettista Vanna Vinci ha esplorato una vasta gamma di generi narrativi attraverso il linguaggio del fumetto, spaziando dall'umorismo alle biografie di figure celebri, come quelle dedicate a Frida Kahlo e Maria Callas. Con la sua opera "Viaggio notturno", l'autrice torna a immergersi nelle atmosfere cupe e misteriose, intrise di un fascino romantico e di una profonda introspezione. Questi temi erano già emersi in alcuni dei suoi primi racconti, pubblicati su "Fumo di China", così come nelle collaborazioni con case editrici come Granata Press, Star Comics e Kappa Edizioni. Inoltre, per Sergio Bonelli Editore, Vanna Vinci ha realizzato i disegni per alcune storie di "Legs Weaver" e una storia di "Dylan Dog".

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Numero: 1 - La casa

Jana, che nel dialetto sardo significa strega / fata, una giovane antropologa (nota 1), si ritrova a ereditare un appartamento a Bologna da Vera Mayers, una vecchia amica della sua famiglia, un’artista enigmatica che lascia dietro di sé più domande che risposte. L’appartamento appare come sospeso, immobile nel tempo, quasi impermeabile al passare degli anni. Fin dal primo momento, Jana viene travolta da percezioni intense e destabilizzanti. La sensazione si amplifica quando scopre che un autoritratto di Vera Mayers agisce come uno specchio, instaurando con lei un legame enigmatico, fatto di riflessi, segnali oscuri e richiami difficili da decifrare. L'abitazione, stracolma di libri, quadri e oggetti della precedente proprietaria, inesca a una serie di eventi che spingono Jana in un viaggio psichedelico, alla ricerca di un gruppo di esseri misteriosi e sfuggenti che, secondo un antico testo, si nutrono di sangue umano e sono eterni. Da un angolo remoto della Sardegna, Jana si dirige verso Bologna per prendere possesso di questa proprietà, ma il momento in cui lo fa è cruciale, segnato da un periodo delicato della sua vita. È forse proprio questo a rendere l’ingresso nell'appartamento ancora più perturbante: fin da subito, la donna avverte una strana sensazione, come se qualcosa la stesse osservando, come una presenza invisibile che aleggia nell’ambiente.

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Attorno a questo appartamento e all’opera di Vera si aggirano figure singolari: collezionisti in cerca di rarità, curiosi, e individui misteriosi che spingono Jana ad avventurarsi in una scoperta inquietante. Se inizialmente è restia, la protagonista non può fare a meno di lasciarsi coinvolgere da queste conoscenze oscure, in particolare dall'antiquario Lupo Senzanome, capeli bianchi e occhiali dalle lenti rosse, il quale le rivela un mondo nascosto e sconosciuto, il cuore oscuro di Bologna.
Il loro incontro, che appare casuale, segna l'inizio di una frequentazione che trascina Jana in una relazione pericolosa, in cui il desiderio di sapere e l’oscuro fascino di rituali legati al sangue stravolgono la sua realtà. L storia si tramuta pian piano in un viaggio onirico e allucinante, dove la ricerca di una verità che sembra sfuggire costantemente si fa sempre più rischiosa, portando Jana a un punto di non ritorno. Mentre la tentazione di un potere proibito cresce, la protagonista si trova di fronte a una scelta drammatica che la porterà a un atto risolutivo, in grado di cambiare il corso del suo destino.
Con "Viaggio Notturno", Vanna Vinci rinnova il mito del vampiro, abbandonando le tradizioni consolidate per offrirne una rilettura personale e originale. Da "Dracula" in poi, il mito del vampiro è stato ripreso e reinterpretato in numerose occasioni, a volte in modo forzato e poco credibile, ma l’intuizione della Vinci di rifarsi alla leggenda dei Neuri — un’antica popolazione dalle pratiche misteriose e inquietanti — permette di esplorare il mito da una prospettiva completamente nuova, lontana dalle convenzioni, e di indagare l'eterno ritorno di una figura che affascina e terrorizza allo stesso tempo.

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Nei suoi precedenti racconti sui vampiri, come "L’altra parte" (Granata Press) e "Una casa a Venezia" scritta da Giovanni Mattioli, e prodotta dalla casa editrice giapponese Kodansha), Vanna Vinci aveva posto al centro della narrazione un vampiro riluttante, un essere romantico e decadente che si discosta nettamente dalla figura tradizionale del sanguinario Signore della Notte. In queste opere, l'autrice ha scelto di non seguire le strade convenzionali, preferendo esplorare nuove interpretazioni e offrire punti di vista alternativi. Con il romanzo bonelliano, questa ricerca di originalità si fa ancora più evidente, in quanto il nuovo personaggio protagonista rappresenta una rottura profonda con quelli precedenti. In questo caso, il focus si sposta su una figura più distaccata, cinica e disincantata, che offre una prospettiva completamente diversa rispetto alla tradizione, sia nel contesto del mito del vampiro che nel panorama della narrativa dell'autrice.

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Nella prima parte di "Viaggio Notturno", la curiosità di Jana viene catturata dai Neuri, una misteriosa comunità che, attraverso riti legati al sangue, ha acquisito l'immortalità. Il suo interesse professionale la spinge a indagare più a fondo su queste pratiche, scoprendo in un vecchissimo libro, intitolato “I Neuri, ovvero della vita surrettizia”, l’esistenza di un popolo dimenticato del Nord Europa, di cui si sarebbe occupato anche Erodoto, famosi per essere sciamani e per riuscire a trasformarsi, una volta l’anno, in licantropi.
Sotto la guida di Lupo, si avvicina sempre di più a questo mondo, in cui l'erotismo si intreccia talvolta con la dimensione vampirica. Il legame che si sviluppa tra Jana e Lupo è marcato da una forte componente erotica, ma ciò che colpisce maggiormente è la complessità della figura di Lupo. Da un lato, egli appare come un osservatore disilluso, ormai distante dall’umanità e dall'esistenza stessa. La sua visione del mondo è cinica, ha vissuto così a lungo da non trovare più nulla di interessante nella quotidianità, essere distaccato da ogni emozione, quasi disincantato. Tuttavia, l'arrivo di Jana, il suo sangue, sembra risvegliare una vitalità sopita in Lupo. Non solo lui, ma anche un gruppo selezionato di individui che vedono in Jana una nuova fonte di energia vitale. Per loro, la sua presenza rappresenta una possibilità di rivitalizzare le loro esistenze ormai logorate e decadenza, un'opportunità di rinnovare la linfa di un'umanità inesorabilmente perduta.
Questa visione, però, è in contrasto con quella di altri Neuri, che hanno scelto consapevolmente di rinunciare alla propria immortalità per recuperare una dimensione umana che avevano smarrito. La possibilità di invecchiare, di ammalarsi e, infine, di morire diventa per loro un obiettivo desiderato. Invecchiare di nuovo non è più visto come una condanna, ma come un'opportunità di rivendicare una scelta esistenziale: vivere una vita breve, ma intensa, piuttosto che essere intrappolati in una lunga esistenza segnata dall'apatia e dalla perdita di qualsiasi desiderio.

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Numero: 2 - La bambina

La vita a Bologna spinge Jana, ormai dimagrita e disorientata, a confrontarsi con l’arte enigmatica di Vera Mayers, mentre il legame con la misteriosa figura della "donna dello specchio" diventa sempre più pressante, così come la relazione con l’ambiguo Lupo. Ma è il sangue, elemento centrale, a determinare l’intensità dell’attrazione e dell’erotismo, in un crescendo di emozioni disturbanti e inquietanti. Nel frattempo, l’ambiente che la circonda – la casa, la città, le strade e i sotterranei – acquisisce man mano connotati sempre più oscuri e minacciosi.
Questa trama ricca e complessa consente a Vanna Vinci di tessere una narrazione avvincente, che si sviluppa come un thriller psicologico, all'interno di una Bologna misteriosa e sconosciuta. I luoghi familiari si trasformano in spazi che conducono a angoli nascosti e profondità inaspettate, creando un’atmosfera perfetta per amplificare la sensazione di una presenza opprimente che incombe su Jana. L’autrice la ritrae con una sensibilità unica, accompagnandola in un viaggio tormentato e inquieto, che sembra scavare sempre più nel profondo della sua psiche.
Vanna Vinci dipinge la città dove vive facendone emergere il senso di mistero, le ombre che si allungano sui portici immersi nella notte, gli scorsi angusti e misteriosi, i sotterranei inesplorati. Non certo la città della Mortadella, dei tortellini e delle lasagne.

Numero: 3 - I sotterranei

Il legame tra Jana e Lupo si intensifica, legandola sempre più al misterioso potere del sangue. La sua connessione con la donna dello specchio e con la bambina assume toni sempre più inquietanti e morbosi. È durante una festa nei sotterranei, dove tutto sembra sospeso in un’epoca che rimanda agli anni Ottanta, che Jana scopre di possedere un potere nascosto, strettamente legato alla giovinezza e al fluire del tempo. Questo nuovo dono la spingerà a esplorare le profondità del passato, conducendola in luoghi segreti e ancestrali, carichi di mistero.

Numero: 4 - Jana

Nel quarto e conclusivo volume di "Viaggio Notturno", Jana giunge finalmente a comprendere la vera natura della sua esistenza e del suo legame con Lupo. Da un lato, due vecchi amici di Vera le mettono in guardia riguardo le potenziali conseguenze del potere del sangue che ha preso piede nella sua vita; dall’altro, la protagonista avverte sempre più intensamente l’inquietante influenza di questo potere. Dopo lunghe notti senza sonno, popolate da incubi terribili e visioni oppressive, Jana, forse senza nemmeno accorgersene, si trova spinta a compiere un’azione inaspettata, una scelta drammatica che, pur sembrando irrazionale, risulterà cruciale per il suo percorso interiore. Così, giunge alla fine del suo cammino di crescita personale, pronta ad affrontare il confronto decisivo con Lupo, l’uomo misterioso che fa parte di un gruppo di immortali che si nutrono di sangue umano. La conclusione della storia arriva senza clamori, senza colpi di scena eclatanti, ma con una coerenza che segue fedelmente gli sviluppi del carattere e della vita della protagonista, portandola a quello che potrebbe essere un nuovo inizio, mentre si ribella al destino che sembrava ormai preordinato.
La graphic novel ha una narrazione che, più che sulla trama, si concentra sulle emozioni e sui sentimenti dei suoi personaggi, con particolare attenzione a quelli della protagonista. Nell’ultimo capitolo, così come nel resto della serie, la protagonista percorre le strade notturne di Bologna, facendosi avvolgere dalle sue atmosfere nebbiose e invernali, piene di segreti. In questo scenario, Jana sembra quasi condizionare l’ambiente che la circonda con le sue azioni, come se la città rispondesse alle sue scelte e al suo stato d’animo.
La Bologna che Vanna Vinci ci presenta nelle sue tavole è vivace e pulsante, seppur dominata da toni opachi, talvolta squarciati da improvvisi lampi di rosso. Questi accenti di colore – il sangue, il fumo delle sigarette, i calici di vino, la pittura sui quadri – diventano un leitmotiv grafico che arricchisce la narrazione, accentuando il suo lato orrorifico e misterioso.
Di tutti i luoghi in cui siamo stati abituati a vedere i vampiri vivere le loro esistenze, difficilmente avremmo immaginato che queste creature potessero abitare una Bologna così enigmatica, fatta di segreti e labirinti sotterranei. Eppure, "Viaggio Notturno" ci ha guidato, con mano esperta, attraverso questi meandri inaspettati, portandoci a scoprire una nuova dimensione del mito dei vampiri, come solo un’autrice con una profonda conoscenza di questo mondo avrebbe potuto fare.

Articolo di Chiar Zeiss

Copyright © 2025 Sergio Bonelli Editore


Note:

1) Ma per quale arcana ragione chi si occupa di fumetti ha sempre a che fare con gli archeologi?


 

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