La morte rossa

Maxi Zagor n. 35
I racconti di Darkwood
Brividi da Altrove
Gennaio 2019

Il Maxi Zagor numero 35 del gennaio 2019 riprende la formula de “I racconti di Darkwood” inaugurata due anni prima sul Maxi numero 31, ovvero quella del racconto contenitore. Il balenottero di 288 pagine è confezionato con cinque racconti collegati tra loro da una cornice narrativa. Edgar Allan Poe, scrittore e agente segreto di Altrove con il nome in codice Raven, già apparso nella serie regolare e amico del nostro eroe, viene convocato segretamente nella base che si trova nei sotterranei del museo di Philadelphia. Qui gli agenti Roberts, Jesse e Mister Howitzer lo interrogano e analizzano con attenzione la bozza del libro che l'autore ha appena finito di scrivere e stava per consegnare al suo editore. Perché tanto interesse per un libro? Perché in esso Poe ha raccontato alcune avventure di Zagor delle quali è venuto a conoscenza. I superiori di Altrove temono che, attraverso quei racconti, possano trapelare pericolose informazioni segrete. A Washington lo Spirito con la scure è ben conosciuto, fin dai tempi nei quali ha salvato la capitale dai bombardamenti di Hellingen. Lo stesso Presidente Jackson gli deve la vita dopo che l'eroe di Darkwood ha impedito un attentato contro di lui (Maxi Zagor “L'uomo nel mirino”). I rapporti con il Presidente degli Stati Uniti si sono successivamente raffreddati a causa dell'emanazione del decreto denominato “Indian Removal Act” con il quale è stata ordinata la deportazione dei Cherokee (Maxi Zagor “La lunga marcia”).

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Il primo dei racconti del Maxi si intitola “La morte rossa” ed è scritto e disegnato dai fratelli Esposito Bros (il titolo si ispira al racconto “La maschera della morte rossa” scritto da Edgar Allan Poe e pubblicato nel 1842 nel Graham's Magazine). Zagor e Cico sono giunti a Spokane dove sono in corso grandi festeggiamenti per l'elezione del nuovo sindaco, il signor Fred Hurth. I cittadini, vestiti in costume carnevalesco, ballano e cantano per le strade della piccola cittadina e bevono nel saloon. Tutte le spese sono coperte dal sindaco. Da molti anni la famiglia Hurth si occupa della gestione politica della città. I nostri due eroi si uniscono ai festeggiamenti e, per la gioia del messicano, vanno a pranzare al saloon. Vengono successivamente coinvolti in un tentativo di sequestro di una giovane ragazza. Lo Spirito con la Scure tenta di fermare i rapitori ma non ci riesce. Dopo aver recuperato l’amico ancora seduto al tavolo da pranzo del ristorante, i due si mettono subito sulle tracce dei criminali e giungono a una vecchia dimora che sorge fuori Spokane: la casa di Fred Hurth. Qui il nuovo eletto non sta semplicemente festeggiando la sua vittoria ma, con diversi invitati vestiti in maschera, vuole organizzare un rito satanico ricordando i suoi antenati. Un suo avo, George Hurt, fondò il paese nel 1.674. Nei primi tempi tutto sembrava andare bene per la cittadina ma giunse un momento in cui anche “l’eden riceve la visita del serpente!”. In poche settimane il villaggio venne decimato da un morbo sconosciuto: gli uomini morivano rinsecchiti come mummie e nessuna medicina era in grado di curarli. I pochi sopravvissuti iniziarono a credere di essere vittime di una maledizione. Anche Dio, che fino ad allora li aveva benedetti, sembrava aver abbandonato il paese. Ormai disperato Hurt partì per un viaggio e si recò in una foresta dimenticata dove viveva una donna che veniva definita una strega. Essa insegnò all’uomo a difendersi dal malanno invocando la protezione di uno dei demoni dell’inferno chiamato Morte rossa. Questo demone detiene il potere su ogni malattia. Hurt e i cittadini dovettero costruire una statua in suo onore a cui diedero l’aspetto delle vittime devastate dalla piaga. Al demone dovevano essere sacrificate tre giovani donne e il demone avrebbe difeso e protetto la città per quarant’anni. Ma il rito doveva essere perpetuato nel tempo, se non volevano morire tutti. La tradizione fu tramandata di generazione in generazione e ora si stava per ripetere, a scapito di tre innocenti, giustificando il terribile sacrificio con la scusa: “la morte di poche… per la salvezza di tutti!”.
Il nostro eroe non può permettere che si compia nuovamente questo sacrificio demoniaco e si batte contro gli invasati nel tentativo di salvare le fanciulle e fermare per sempre la nefasta maledizione. La statua del demone, bagnata dal sangue, prende vita ma Zagor lo sconfigge… “un palo gli ha spaccato il cuore… ed è morto come muoiono i vampiri! Del resto si nutriva di sangue e di dolore, con il tributo che chiedeva agli abitanti di Spokane". Con queste parole Zagor pone fine alla tragedia e porta in salvo le tre ragazze.

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Articolo di Elena Porro

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