Wolf Pass
Zagor Speciale n.42
Aprile 2026
Antonio Zamberletti - Mauro Laurenti
Il quarantaduesimo Speciale di Zagor, in edicola da aprile, vede ai testi Antonio Zamberletti, che aveva già scritto storie dello Spirito con la Scure a partire dal 2013, con lo Speciale intitolato L’uomo di Maverick. Nel corso della sua carriera ha inoltre firmato avventure di Tex, Dampyr e Nathan Never.
Ai disegni troviamo Mauro Laurenti, maestro della china e particolarmente abile nel tratteggiare figure femminili, come i lettori zagoriani ricordano bene grazie alle sue affascinanti interpretazioni. Pur non trattandosi forse di una delle sue prove migliori, Laurenti riesce comunque a caratterizzare con efficacia la splendida protagonista della storia, Victoria.

La copertina dell’albo è firmata da Alessandro Piccinelli, al quale va ancora una volta il nostro plauso per la bellissima interpretazione del nostro eroe preferito. Nella prima pagina a colori campeggia uno Zagor monolitico, immobile in una posa statuaria che richiama il David di Michelangelo. Il signore di Darkwood appare attonito davanti alla strage di uomini uccisi dagli indiani. Alla staticità dell’eroe fanno da contrappunto una serie di linee oblique che spezzano i piani e rendono la scena più dinamica e drammatica: le frecce conficcate nei corpi senza vita e le travi delle case devastate dal fuoco.
La storia prende il via a Darkwood, dove una pattuglia militare perlusta i boschi attorno a Wolf Pass. Negli ultimi tempi una banda di giovani Shawnee ribelli, guidati da Oshela, si è separata dalla tribù compiendo attacchi contro le piccole fattorie sparse nella zona. Improvvisamente i militari vengono assaliti da qualcuno: nella boscaglia riecheggiano gli spari, ma la sequenza si interrompe senza mostrare l’esito dello scontro.
La narrazione si sposta quindi a Baltimora. Victoria, fidanzata del tenente Jason, comandante della pattuglia di Wolf Pass, riceve la visita di un militare che le comunica la scomparsa del giovane ufficiale. Il corpo non è stato ritrovato e si teme il peggio. Contro ogni aspettativa, la ragazza decide di partire per Darkwood allo scopo di indagare sull’accaduto e ritrovare il suo amato.
Accompagnata dal sergente Samuel Owen, amico di Jason, Victoria raggiunge il trading post sul White River, teatro di molte avventure dell’eroe in casacca rossa. Qui viene assalita da quattro malviventi intenzionati a rapinarla e forse a ucciderla, ma in suo soccorso interviene Zagor. Dopo aver appreso l’intera vicenda, lo Spirito con la Scure decide, insieme all’inseparabile Cico, di accompagnare la giovane alle sorgenti del White River, luogo della scomparsa del fidanzato.

Il battello di Ripley conduce il gruppo fino a un insediamento di coloni. Quando ormai la meta è vicina, i viaggiatori scorgono dietro alcune alture delle colonne di fumo, segno di un possibile attacco indiano al villaggio costruito da poco in quella zona. Senza esitare, Zagor si tuffa in acqua e, grazie alle sue straordinarie doti atletiche, raggiunge rapidamente il villaggio, effettivamente devastato durante la notte. Restano soltanto travi annerite e cadaveri trafitti dalle frecce.
Dalle tracce sul terreno, Zagor comprende che circa metà degli abitanti è stata massacrata, mentre un altro gruppo — probabilmente composto da donne e bambini — si è allontanato in cerca di rifugio presso una vecchia missione abbandonata. La vicenda prosegue in modo avvincente, riservando nel finale inattesi colpi di scena e sorprendenti cambiamenti nei ruoli dei personaggi, elementi che rendono la storia particolarmente interessante. Naturalmente non intendiamo svelare altro, per non togliere al lettore il piacere della scoperta.

Abbiamo apprezzato anche il ruolo riservato a Cico, personaggio che nella versione originale di Guido Nolitta — cioè Sergio Bonelli — aveva spesso una funzione centrale nelle storie di Zagor, mentre gli sceneggiatori successivi lo hanno talvolta sottovalutato. In questo caso, invece, Zamberletti ne rivaluta la figura soprattutto nel finale, affidandogli un ruolo decisivo nella conclusione della vicenda. Inoltre, in un bellissimo dialogo che si sviluppa attraverso diverse vignette, è proprio il messicano a raccontare ai compagni di viaggio gli avversari improbabili ma pericolosi affrontati dalla coppia di eroi nel corso delle loro numerose avventure: "abbiamo affrontato ribelli indiani, banditi di ogni genere, spettri, vampiri, pirati, gente uscita dall’oltretomba, lupi normali, lupi mannari e lupi in branco… e poi streghe e stregoni, cacciatori di teste, scienziati folli, mostri marini, mostri creati in laboratorio, mostri normali, alieni…”.
Articolo di Chiar Zeiss
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