Fumetti il supplemento di Domani
Sabato 16 settembre 2023
Festival Scarabocchi di Novara
Sala lettori del Broletto
Sono presenti Michela Rossi (in arte Sonno) e Alessandro Baronciani.
Durante il festival Scarabocchi del 2023 hanno partecipato ad un incontro Michela Rossi e Alessandro Baronciani per presentare l’inserto “Fumetti” al quotidiano Domani. Riportiamo alcuni stralci del loro intervento.
Michela Rossi è l’editor della rivista “Fumetti” inserto mensile del quotidiano Domani, e presenta la genesi del progetto. Michela Rossi cura l’inserto Fumetti del quotidiano “Domani”, che ha ospitato oltre 150 firme capaci di rispecchiare sia l’anima dei festival underground sia l’editoria cartacea e i diversi fenomeni fumettistici apparsi sui social. Dando agli artisti, chiamati a esprimersi su un tema ogni numero diverso, la libertà di parlare, attraverso la letteratura disegnata, delle proprie esperienze ma anche di attualità e politica, l’inserto diventa contenitore perfetto per dare nuove forme espressive ai temi di “Domani”.
Michela Rossi: L’idea di partenza si ispira alle riviste del passato come “Tango” l'inserto satirico dell'Unità, che poi diventò “Cuore” e che successivamente si trasformò un giornale indipendente su cui pubblicherà lo stesso GP le sue le prime storie. Lavoravo in quel momento come grafica per una mostra di arte contemporanea a Roma. Fu un'esperienza molto importante nella quale ho imparato quali sono le basi per lavorare, ma anche il modo di buttarsi e non farsi prendere dalla noia. Da piccola non avevo letto fumetti, al massimo le Witch. Più tardi il mio unico riferimento da adolescente fu quello delle fanzine. Dopo ho cominciato a interessarmi di più di fumetto e da allora ho letto tutto il resto. Per questo probabilmente non mi trovo legata alle regole classiche del mondo del fumetto, agli standard professionali.
Il limite è il primo tema che ho proposto agli autori che collaborano con la rivista. Cerchiamo sempre temi che non siano scontati che non siano già visti, un punto di riferimento al passato. L’autore libero da costruzioni editoriali, scelte, linee editoriali, può esprimersi su un tema specifico. Non è una richiesta di satira quella che viene fatta e che viene proposta sul giornale ma una libera interpretazione di fantasia.
Alessandro Baronciani: ho iniziato a suonare con un gruppo musicale che si chiama “Atro“. La mia idea era quella di trovare le tre cose principali per cui vale la pena di vivere. Nel 94 iniziai a lavorare con un'agenzia di grafica. Mi chiesero se fossi un esperto di computer grafica e io, sfacciatamente, affermai di essere di essere molto disinvolto. Così mi hanno preso, anche se in realtà non sapevano nulla. L'approccio con la rivista “Fumetti” è un poco questo. Non è un approccio professionale, nel senso che non sei strutturato. Non c’è una sceneggiatura, non ci sono indicazioni per il disegno, il lettering, eccetera. L'arte si affida a una creazione più libera, che non rispetta i canoni classici. Vai dove ti porta il cuore… proprio da questa forza, magari da un incertezza, possono nascere idee e soluzioni nuove, sperimentare dei punti di vista stilistici inediti. Sperimentare è una parola brutta. L'artista non si mette sotto la pioggia, imbottito di whisky, a fare pittura en plein air. E’ piuttosto la curiosità di capire se le cose funzionano anche nell'ambito della moda, della contemporaneità del suo pubblico. La creazione è comunque frutto di un ragionamento interiore che va avanti secondo uno schema che è quello della sua ricerca. L'artista è portato a scoprire questo schema molto personale come fosse il cubo di Rubik. Il famoso rompicapo non ha un unico metodo di soluzione, piuttosto una strategia che ognuno di noi deve trovare, un suo schema per riuscire a risolverlo. La sfida del nostro giornale è fare un inserto senza usare grandi nomi, che diventa un contenitore.
Michela Rossi: La rivista “Fumetti” dura un mese. E un mese ci vuole per confezionare il nuovo numero. Contatto gli autori, propongo loro il nuovo tema e dovrà fare una pagina in circa un mese di tempo. Nel caso in cui siano in ritardo c'è sempre un piano B che è quello di contattare i migliori amici fumettisti che sono in grado di fare un fumetto di una pagina in un'ora! Naturalmente esagero, ma comunque in breve tempo in modo da chiudere eventuali buchi della rivista. Negli ultimi anni anche nel mondo del fumetto italiano è diventata importante la figura dell'editor, già presente in altri paesi o in quello della letteratura nel nostro mondo editoriale. E’ una sorta di manager che si occupa dell'aspetto organizzativo che sta dietro alla produzione più artistica del fumettista.
Quando mi chiesero come volessi essere indicata nel colophon del giornale risposi: supergrafica.
Non piacciono i webComics perché bisogna scrollarli in verticale, è una lettura troppo veloce. Preferisco l'oggetto libro con la carta, la lettura tradizionale. A Bologna si producono tantissime cose in serigrafia. Nonostante le evoluzioni del digitale c'è ancora questo fascino per la produzione molto artigianale, quasi casalinga, da bottega.
Alessandro Baronciani: L'intelligenza artificiale, ad esempio l’ultima versione di midjourney tende a simulare le immagini in maniera molto fotografica e realistica. Il fumetto è qualcosa di diverso, non è un fotoritocco.
Le storie non invecchiano, ci sono solo mode passeggere. Un fumetto è una storia. E’ la volontà dell'autore di raccontare una storia e le storie rimangono e per questo. L'unico modo di rimanere nel futuro è proprio che il fumetto mantenga la sua anima che è quella appunto del racconto.










