Il sogno della cicala

Dario Sostegni

Raffaele Sorrentino

Canicola edizioni

C'è un momento della nostra infanzia nel quale, forse perché dobbiamo ancora scoprire il mondo che ci circonda, indagarlo, esplorarlo come avventurieri, la realtà ci appare come magica e fatata. Ma non per questo necessariamente allegra. La registriamo nei nostri ricordi come una serie di immagini, di fotografie, di ambienti che manterranno nel tempo il loro aspetto trasognato. Per quanto lontani nella nostra personale esperienza, per via della loro importanza affettiva, mantengono una solidità quasi fossero oggetti. Gli stessi oggetti che i nostri antenati primitivi posizionavano su altari improvvisati nelle grotte e poi su strutture architettoniche sempre più articolate nello sviluppo delle diverse civiltà, conferendo loro poteri taumaturgici, apotropaici, capacità spirituali.

il sogno della cicala 001

Sono gli oggetti dei Dadaisti. Le ombre che Man Ray fotografava, trasformandone le forme, dando loro altri significati estetici. Sono gli oggetti che Marcel Duchamp, tramite la tecnica del ready-made, decontestualizzava collocandoli in situazioni differenti da quelle nelle quali siamo abituati a percepirli nella consuetudine quotidiana. Ne trasformava in questo modo il valore concettuale e una ruota di bicicletta, un orinatoio, uno sgabello potevano divenire opere d'arte.

Sono gli oggetti che Giorgio De Chirico dipingeva nei suoi quadri metafisici, aprendo il nostro sguardo a paesaggi che viaggiano paralleli alla realtà, ma non ne fanno parte, se non con un vago e sottile sentire non codificato.

Sono gli oggetti che i due autori Dario Sostegni e Raffaele Sorrentino raccontano con grande capacità empatica, in questa storia edita da Canicola edizioni, per ricreare l'atmosfera emotiva che sicuramente tutti noi abbiamo vissuto e contemplato durante la nostra infanzia e che, probabilmente, rimangono saldi nella nostra memoria.

Il fumetto racconta di una bambina di nome Villa che scappa di casa per vivere per alcuni giorni un’avventura con alcuni suoi amici (Julia e Mirko) alla ricerca del fratello Devid che è scomparso da alcuni mesi. Sulle cause di questa scomparsa nulla ci è rivelato, ma anche questo fa parte del tema del racconto, dove tutto è visto e vissuto dagli occhi della bambina.

il sogno della cicala 004

L’incomunicabilità tra adulti e bambini affiora tra le vignetta in maniera sempre più pressante, man mano che la vicenda si sviluppa. Il padre di Villa (quasi una comparsa, come nelle strisce di Charlie Brown) da quando è morto il figlio maggiore non è più lo stesso. Di fronte alla tragedia non è in grado di relazionarsi con la bambina, di confortarla in un momento che sicuramente è difficile non solo per chi è adulto, ma soprattutto per chi, proprio perché piccolo e privo di esperienza, improvvisamente si sente sulle spalle la responsabilità di tutto ciò che sta accadendo. Villa deve capire e per questo inizia un’indagine personale che la porterà a scoprire un mondo che non pensava esistesse. Nei nascondigli e negli anfratti di ciò che gli adulti hanno abbandonato, esistono costruzioni che esulano dalle logiche consuete della normalità strutturata dagli adulti: una canale secco; una villa disabitata; un bar chiuso da tempo; una rimessa di barche. I tre ragazzini trovano un sentiero nascosto fra i rovi, una porta verso un altrove, che forse può rivelare loro nuovi indizi. Incontrano uno strano bambino enigmatico, irrequieto e un poco inquietante. Una sorta di goblin dagli occhi straniti, che ha con sé il coltellino di Devid. Questo bizzarro essere guiderà i tre amici in un viaggio surreale, in un mondo organico in continua mutazione, luogo di perdizione, dove è facile dimenticare i propri ricordi e perdere se stessi. In questo luogo tutto diventa amorfo, liquido, ricoperto di incrostazioni che ricordano le escrescenze calcaree che si formano sui gusci dei mitili. In questo viaggio i ragazzi dovranno fare delle scelte importanti per non perdersi e imparare a crescere, dare un senso alle cose, forse anche dimenticare.

il sogno della cicala 002

Il disegno di Raffaele Sorrentino ci conduce splendidamente fra le vignette, adottando ad ogni pagina una gabbia e una struttura compositiva diversa. Il segno grafico è dettagliato al parossismo, ma nello stesso tempo si perde in forme amorfe, astratte, surreali. I tratti di china (saggiamente stampati in colore blu per dare un'ulteriore atmosfera marittima e trasognata) sono stesi con una sinuosa linea chiara che si bilancia a volte in larghe pozze di blu nelle quali è facile perdersi.

Per ultima, ma in realtà per prima agli occhi del fruitore, la confezione: il volume si presenta immediatamente come un bel tono, il suo spessore suggerisce una graphic novel di una buona fogliazione, la copertina incuriosisce e suggerisce, e anche il profumo della carta stampata (dettaglio che non sfugge al lettore appassionato) è subito un buon indizio che ci ha attratti alla lettura.

il sogno della cicala 003

Articolo di Marco Feo

Copyright © Canicola 2025

Copyright © Dario Sostegni e Raffaele Sorrentino 2025

Note:

Dadaisti: gruppo artistico delle avanguardie storiche, costituito da pittori, scenografi, poeti e intellettuali che, a partire dal 1916 a Zurigo e poi a New York, impostarono la loro ricerca sull'irrazionale, il nonsense, la casualità, il gioco, contro i valori borghesi e nazionalisti che avevano condotto alla Prima Guerra Mondiale.

Man Ray (Filadelfia, 27 agosto 1890 – Parigi, 18 novembre 1976), è stato un pittore, fotografo, regista e grafico statunitense esponente del Dadaismo e del Surrealismo.

Marcel Duchamp (1887-1968) è stato un artista francese rivoluzionario, appartenente al Dadaismo e al Surrealismo. Famoso per aver inventato il ready-made (oggetti comuni trasformati in opere d'arte), è considerato il padre dell'arte concettuale.

Giorgio de Chirico (Volos, 10 luglio 1888 – Roma, 20 novembre 1978) è stato un pittore, scultore e scrittore italiano, principale esponente della corrente artistica della metafisica.


Ulteriori approfondimenti:

. Sostegni Dario

- Sorrentino Raffaele