Vanna Vinci

Vanna Vinci, nata a Cagliari nel 1964, ha una formazione come grafica pubblicitaria ed è diplomata all’Istituto Europeo di Design. Il suo ingresso nel mondo del fumetto risale al 1990, quando avvia le prime collaborazioni con riviste come "Fumo di China" e con diverse case editrici, tra cui Granata Press, Star Comics e Kappa Edizioni.

Nel corso della sua carriera ha pubblicato numerose opere a fumetti con editori come Bao Publishing, Dargaud, Rizzoli Lizard, Hachette, Planeta, Kappa Edizioni e Kodansha, ottenendo una diffusione che oltrepassa i confini italiani, con edizioni tradotte e distribuite anche in Francia e in Spagna.

Il suo debutto con Sergio Bonelli Editore avviene come disegnatrice nella serie "Legs Weaver", esperienza a cui segue la partecipazione tra gli autori del sesto "Dylan Dog Color Fest" nel 2011. Pultima la miniserie in quattro volumi per il mercatodelle librerie "Viaggio notturno".

Ha raccontato le biografie a fumetti de “la Casati, musa egoista”, “Tamara de Lempicka, icona dell’art déco”, “Frida Kahlo. Operetta amorale a fumetti”, “Io sono Maria Callas”. Ricordiamo anche “Bambina filosofica”,, “Aida al confine”, “L’attrazione del buio” e “Il richiamo di Alma”, ispirato al romanzo di Stelio Mattioni.

Nel corso della sua attività ha ricevuto importanti riconoscimenti: nel 1999 il premio Yellow Kid come miglior disegnatore, nel 2005 il Gran Guinigi e, nel 2001, il premio Romics per la migliore opera di scuola europea con il volume "L’età selvaggia".

Accanto alla produzione fumettistica, svolge anche attività di illustratrice nel settore editoriale dedicato ai ragazzi: "La bambina giurassica" (Mondadori), "Leo e Lia" su testi di Laura Orvieto (Giunti), "La palla perduta" su testi di Marcello Bernardi (Fabbri editori), "Matilde e le parole da ammaestrare" (Mondadori).

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