Corrado Mastantuono la copertina di Topolino 3574

Topolino 3574

22 maggio 2024

Distinguersi nel mare magnum delle offerte esposte nelle edicole è da sempre stata una sfida per i prodotti editoriali e lo è ancora di più oggi in un momento di forte crisi di lettori, a causa della quale i nostri amati chioschi chiudono inesorabilmente uno dopo l'altro. Il ruolo della copertina di una pubblicazione è allora fondamentale per attrarre l'attenzione del possibile compratore: deve destare il suo interesse e quindi convincerlo all'acquisto. Per questo nell'ultimo periodo Alex Bertani, alla testa della redazione di Topolino, sta affidando il compito dell'illustrazione di apertura del settimanale alle firme più prestigiose di casa Disney: Cavazzano, Freccero, Mottura e questa settimana a Corrado Mastantuono. Il disegnatore romano da anni si occupa delle copertine della testata Disney Big (dalla primavera del 2008 per la precisione, ndr), per la quale ci ha regalato sempre splendide illustrazioni e simpatiche gag visive. Corrado Mastantuono, molto abile nel passare da uno stile umoristico, come quello disneyano, a vignette più realistiche o grottesche si è anche occupato delle copertine di casa Bonelli per serie come Magico Vento, Nick Raider, Shanghai Devil, Volto Nascosto trovando ogni volta una soluzione grafica ed espressiva ben adatta alla rappresentazione delle tematiche del racconto.

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Abbiamo deciso di parlarvi dell'immagine di copertina di questa settimana perché Mastantuono in questo caso ha proposto un'idea molto particolare, ovvero l'interpretazione disneyana del famoso quadro di Van Gogh intitolato “Camera da letto” (il pittore olandese realizzò tre versioni del quadro tra il 1888 ed il 1889 che attualmente sono conservati rispettivamente presso il Van Gogh Museum di Amsterdam, l'Art Institute of Chicago ed il museo d'Orsay di Parigi. Il pittore dipinse la tela mentre attendeva ad Arles l'arrivo dell'amico Paul Gauguin, per poi riprendere il soggetto durante il suo soggiorno all'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy).

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Mastantuono coglie la forza espressiva dell'opera dell'artista post impressionista e ne sfrutta la forza centripeta, per creare la gag su cui ruota l'idea dell'illustrazione. La prospettiva, volutamente errata, non descrive un luogo reale, piuttosto un modo di vedere e sentire, per catturare il lettore e portarlo, con Topolino e Pippo, nel mondo disneyano, nella speranza che quello spirito sappia stregarlo ancora una volta.

La colorazione simulata da Corrado Mastantuono cerca di ricreare il tratto pittorico spesso ed espressivo di Vincent Van Gogh. Abbiamo apprezzato in particolare l'utilizzo della direzione della pennellata che viene data dal fumettista rispettando la tecnica adottata dal pittore, ovvero facendo ruotare il segno e lo spessore del tratto in base alla forma descritta. I pittori impressionisti come Monet, Renoir, Degas cercavano di ricreare un dato percettivo, in maniera simile a quanto faceva la fotografia, ma attraverso la tecnica e gli strumenti della pittura: tela, olio e pennelli. La loro pennellata, la dimensione delle macchie picchiettate sulla superficie dipinta delle loro tele, è sempre uguale, tanto da divenire per ognuno di essi, un tratto distintivo, quasi una calligrafia. Lavorano seguendo una stessa ricerca pittorica ma con una cifra stilistica che può permettere al conoscitore esperto di distinguerli: Monet con un segno più grosso e corposo; Renoir con una virgola frizzante, tremolante, energica, attiva, quasi musicale come le note che sentiva suonare nei locali di Montmartre da lui frequentati. La joie de vivre della Bella Epoque parigina di fine secolo.

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Van Gogh parte dalla pittura impressionista, di cui vede l'ultima mostra nel 1886 a Parigi, ma dirige la sua attenzione in un'altra direzione. Nel suo percorso artistico non si vuole soffermare ad un fenomeno ottico, piuttosto catturare lo spettatore con la forza dei suoi segni e trasmettere un sentimento fortemente espressivo. Senza saperlo Van Gogh parte dell'Impressionismo ma apre la strada per ciò che all'inizio del 900 sarà l'Espressionismo (1905). Nei suoi quadri il colore, steso a strati spessi e poco diluiti, mantiene impressa la direzione data dal tratto. Questo si adatta alla forma rappresentata. In uno dei celebri autoritratti le pennellate ora seguono gli zigomi, ora il lato del naso, ora la fronte. Addirittura i segni ruotano attorno alla testa divenendo uno sfondo astratto fortemente energetico, quasi bizantino. Vincent dalla pittura sembra passare alla scultura, per sfruttarne la tridimensionalità con la quale catturare l'attenzione del fruitore.

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Mastantuono fa lo stesso. Nelle parti che ritraggono il dipinto ne riproduce le fattezze con precisione, ma è nei personaggi di Topolino e Pippo che il fumettista dimostra di aver colto del pittore olandese tutto il senso della pittura. Si noti ad esempio le pennellate attorno al naso del topo.

Un'altra cosa che ci ha piacevolmente sorpreso è il soffitto della camera da letto. Il quadro originale di Van Gogh è di dimensioni orizzontali (90x72 cm), mentre il formato del settimanale è verticale (14x18,5 cm). Per ovviare a questo inconveniente il disegnatore ha inserito nella parte bassa della copertina dei tubetti a olio, come se fossero appoggiati sul ripiano del cavalletto. La copertina di Topolino diventa la tela su cui sta dipingendo il pittore collocato idealmente al di fuori di questa. Mastantuono rimanda a quella che tecnicamente viene definita la “quarta parete”, ovvero un piano virtuale che divide la finzione dalla realtà. È grazie a questa quarta parete che lo spettatore può “sospendere l’incredulità” per godere di un racconto fantastico. Per le durata delle visione di un film, della lettura di un libro o di un fumetto, o di una rappresentazione teatrale il fruitore accetta di credere a maghi, zombi e creature deformi, per godere della favola rappresentata, sapendo che è comunque una finzione. Senza questo filtro una scena horror sarebbe troppo drammatica e insopportabile. È il sentimento del sublime di cui parlavano già i romantici a inizio dell'ottocento, un sottile velo che divide l'uomo da pazzia e razionalità, un confine che solo il genio, attraverso il filtro dell'Arte, può contemplare, riportando così anche all'uomo comune il riflesso di quello splendore. Affinché quell'incredulità venga mantenuta, tutta la rappresentazione dev'essere però credibile, verosimile. La finzione non deve mai rivelarsi, mostrare i suoi trucchi. Per questo gli attori quando recitano non guardano mai verso la telecamera o verso lo spettatore. Rivelerebbero l'esistenza di quella quarta parete che per la durata del film, o della rappresentazione, quale essa sia, abbiamo deciso di accettare. Vi sono naturalmente casi eccezionali come, all'inizio della storia del cinema, nelle comiche di Stan Laurel e Oliver Hardy (in Italia Stanlio e Olio). Stanco e subissato dai guai combinati a sue spese dal maldestro compagno, Olio, alla fine di ogni gag si volta verso la macchina da ripresa e guarda lo spettatore in cerca di compassione. Cerca di stringere un rapporto con chi guarda (non lo avrebbe dovuto fare perché, nella messa in scena, lo spettatore non c'è e tantomeno la quarta parete). In quel momento la sospensione di incredulità si rompe, il trucco si svela, il re è nudo, ma nel caso di Olio, ripetuta su più film come un leit motiv, non fa che rafforzare la gag e rendere il personaggio più amabile. È un'eccezione.

Il tema della “quarta parete”dev'essere caro anche a Mastantuono visto che lo riprende nella copertina del numero 193 di Disney Big attualmente in edicola, dove rappresenta Pippo vestito da pittore, intento a pitturare su un cavalletto un quadro senza tela, dove realtà e finzione si fondono.

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Quella quarta parete è in qualche modo la stessa abbattuta da Van Gogh per farci entrare nella sua camera da letto.

Sempre per problemi di formato, nella parte alta della copertina il fumettista ha prolungato il tetto della stanza mostrando per la prima volta qualcosa che in realtà nell'originale ad olio era appena accennato e sicuramente è sfuggito ai più, probabilmente anche ai critici d'arte più smaliziati: la stanza è un sottotetto, il soffitto infatti non è piatto ma inclinato e Mastantuono ne accenna anche le travi di sostegno. In quel periodo Van Gogh si trovava ad Arles e avevo preso in affitto l'ala sinistra di quella che avrebbe chiamato la casa gialla. Qui il pittore olandese voleva fondare un ritrovo di artisti, sull'esempio della Scuola di Barbizon.

Il lavoro di Mastantuono dimostra una particolare attenzione e un’indagine dietro all'opera rappresentata e non una semplice e banale, per quanto riuscita, interpretazione.

Rimane un'ultima domanda: ma che ci fanno in quella stanza Topolino e Pippo con un atteggiamento tutto sommato sorpreso e furtivo?

Il copyright delle immagini è Disney - Panini comics.


Ulteriori approfondimenti:

 Scheda autore: Mastantuono Corrado