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di seguito le ultime schede modificate

Popeye

La collana di Braccio di Ferro in tutte le edicole

La collana

La Gazzetta dello Sport ha lanciato nelle edicole italiane una nuova ed interessante collana dedicata ad uno dei personaggi più amati delle nuvole disegnate: Popeye (in Italia conosciuto per molti decenni soprattutto come Braccio di Ferro). Tutte le storie del celebre marinaio, le strisce quotidiane così come le tavole domenicali, verranno presentate con una nuova traduzione fedele il più possibile ai dialoghi originali, il tutto corredato da schede di approfondimento puntuali ed approfondite a cura di Luca Boschi (il cui nome è una garanzia!). Verranno inoltre pubblicate anche le principali interpretazioni del collerico marinaio, realizzate dai continuatori del lavoro del suo creatore Segar, immancabili ad esempio quelle di Sagendorf.

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La collana si pone l’obiettivo di editare, finalmente in ordine cronologico, l’opera integrale di Segar. E’ un’occasione ghiotta per poter avere, raccolte in un'unica serie, curata con rigore collezionistico ed editoriale, le storie fino ad ora apparse saltuariamente e sparpagliate in una miriade di pubblicazioni, spesso a distanza di molti anni, per opera di differenti editori, e mai in maniera così organica e completa.

La traduzione è aggiornata rispettando nomi di personaggi e luoghi, ma anche le invenzioni linguistiche e gli strafalcioni grammaticali con i quali Braccio di Ferro infarcisce i suoi dialoghi, rendendoli estremamente irresistibili.

Il primo episodio pubblicato è la storia “Braccio di Ferro nella Valle nera”, epico racconto dalle atmosfere western che vede il nostro eroe impegnato nello sventare un diabolico piano ordito per rubare l’oro di una miniera. Per sconfiggere i suoi avversari Popeye utilizzerà i più incredibili stratagemmi, finendo addirittura per travestirsi da donna. Quello del travestimento è uno stratagemma ricorrente nelle gag del cinema muto degli anni venti (gli stessi in cui Segar disegna le sue prime strisce) e servono per creare una serie di buffissime gag e contrattempi narrativi di grande impatto umoristico. La storia finisce, ovviamente senza volervi rovinare la bellezza della lettura, a pugni e sganassoni! Bellissima ad esempio la sequenza di pagina 21 in cui un minatore, credendo l’avversario (Braccio di Ferro) morto e stecchito, cerca di seppellirlo. Braccio di Ferro però continua ad alzarsi per non rimanere sepolto. La gag nasce proprio dalla lettura in sequenza delle vignette ed è giocata dalla contrapposizione spaziale vuoto-pieno dello spazio rappresentato. Analogo stratagemma viene utilizzato da Buster Keaton in moltissime delle sue pellicole, ad esempio in “Coops” (1992).

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Prima di ora la storia era stata pubblicata in italia nel 1986 dalla casa editrice Comic Art nell’albo n. 160 della collana “New Comic Now” riservata ad un circuito amatoriale, quindi stampata in poche ed ora rarissime copie. Verrà in seguito ripubblicata nel maggio 1995 nel settimo volume del mensile “Braccio di Ferro. Le storie originali di Elzie Crisler Segar”, sempre grazie alle edizioni della Comic Art. Infine la ritroviamo nel n. 45 della collana “I classici del Fumetto” di Repubblica (del 26 dicembre 2003).

Il secondo episodio intitolato “Braccio di ferro e la sorella della Strega di Mare” vede il gruppo di amici alla ricerca della leggendaria fonte della giovinezza, ma per trovarla dovranno affrontare la perfida Strega del mare e la sua altrettanto terribile sorella, oltre al gigantesco orco Toro dalla forza e dall’aspetto inquietanti. Il gigante, dotato di una forza brutale che lo rende terrificante agli occhi degli uomini, finirà invece per rivelarsi un animo buono, forse tonto ed impacciato rispetto alle consuetudini umane, ma in fin dei conti una brava persona. Così diventerà parte stabile del Thimble Theatre di Segar.

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I personaggi

Popeye, il marinaio tutto muscoli e spinacci dal pugno invincibile, l’occhio guercio e la pipa che cade dalla bocca.

Bluto, il prepotente

Olivia, l’eterna dinoccolata fidanzata, al pari di Minni e Paperina, capace di trasformare il suo carattere in una donna energica e risoluta.

Braccio di Legno (Poopdeck Pappy), il padre di Braccio di Ferro, conosciuto nel nostro paese anche come Trinchetto nella versione degli albi dell’editore Renato Bianconi. Rozzo e brutale.

Poldo, il divoratore di panini, infido e geniale nello stesso tempo per escogitare un sistema per scroccare gratuitamente un panino o altro cibo.

La perfida Strega di Mare e la sorella altrettanto misteriosa.

Castor Oyl l’investigatore. Tradotto inizialmente in Italia come Dante Bertolio, riprendendo due marche di olio distribuite nel nostro paese e rese famose grazie agli spot del Carosello che in quegli anni veniva trasmesso e seguito con grande successo nelle TV degli italiani.

Jeep e i suoi poteri magici, considerato l’ottava meraviglia del mondo.

Pisellino (Sweé Pea). Il bambino resterà muto per diverso tempo, per sentire le sue prime parole pronunciate fra le vignette della serie, il pubblico dovrà aspettare il 23 giugno del 1938.

Eugenio, un misterioso animaletto.

Le sinistre Arpie.

Gli spettrali Goons.


Le storie pubblicate

Volume 1 – “Braccio di Ferro nella Valle nera”

Titolo originale: “Popeye in Black Valley”

Strisce quotidiane dal 5 novembre 1934 al 12 gennaio 1935

Il primo episodio pubblicato è la storia “Braccio di Ferro nella Valle nera” (1934), epico racconto dalle atmosfere western che vede il nostro eroe impegnato nello sventare un diabolico piano ordito per rubare l’oro di una miniera. Per sconfiggere i suoi avversari Popeye utilizzerà i più incredibili stratagemmi, finendo addirittura per travestirsi da donna. Quello del travestimento è uno stratagemma ricorrente nelle gag del cinema muto degli anni venti (gli stessi in cui Segar disegna le sue prime strisce) e servono per creare una serie di buffissime gag e contrattempi narrativi di grande impatto umoristico. La storia finisce, ovviamente senza volervi rovinare la bellezza della lettura, a pugni e sganassoni! Bellissima ad esempio la sequenza di pagina 21 in cui un minatore, credendo l’avversario (Braccio di Ferro) morto e stecchito, cerca di seppellirlo. Braccio di Ferro però continua ad alzarsi per non rimanere sepolto. La gag nasce proprio dalla lettura in sequenza delle vignette ed è giocata dalla contrapposizione spaziale vuoto-pieno dello spazio rappresentato. Analogo stratagemma viene utilizzato da Buster Keaton in moltissime delle sue pellicole, ad esempio in “Coops” (1992).

Prima di ora la storia era stata pubblicata in Italia nel 1986 dalla casa editrice Comic Art nell’albo n. 160 della collana “New Comic Now” riservata ad un circuito amatoriale, stampata in poche ed ora rarissime copie. Verrà in seguito ripubblicata nel maggio 1995 nel settimo volume del mensile “Braccio di Ferro. Le storie originali di Elzie Crisler Segar”, sempre grazie alle edizioni della Comic Art. Infine la ritroviamo nel n. 45 della collana “I classici del Fumetto” di Repubblica (del 26 dicembre 2003).

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Volume 2 – “Braccio di ferro e la sorella della Strega di Mare”

Titolo originale: “The Sea Hag’s Sister”

Strisce quotidiane dal 14 gennaio 1935 al 20 aprile 1935

Il secondo episodio intitolato “Braccio di ferro e la sorella della Strega di Mare” vede il gruppo di amici alla ricerca della leggendaria fonte della giovinezza, ma per trovarla dovranno affrontare la perfida Strega del mare e la sua altrettanto terribile sorella, oltre al gigantesco orco Toro dalla forza e dall’aspetto inquietanti. Il gigante, dotato di una forza brutale che lo rende terrificante agli occhi degli uomini, finirà invece per rivelarsi un animo buono, forse tonto ed impacciato rispetto alle consuetudini umane, ma in fin dei conti una brava persona. Così diventerà parte stabile del Thimble Theatre di Segar. 

Pugni, panini, scrocconi e guai

 In coda agli albi vengono proposte le tavole domenicali dal 1° gennaio 1933 al 16 aprile 1933. Corrispondono al terzo anno di vita di Braccio di Ferro e saranno sicuramente di grande interesse per gli appassionati dato che sono strisce del tutto inedite in Italia e recuperate negli Stati Uniti grazie al lavoro della casa editrice Fantagraphics. Per quanto riguarda Braccio di Ferro le storie proposte dal K.F.S. sui giornali feriali sono differenti da quelle presenti nelle tavole a colori dei supplementi domenicali (Sunday pages). Il marinaio con la pipa in bocca appare nelle strisce settimanali il 17 gennaio 1929, mentre in quelle domenicali solo il 2 marzo 1930.

In queste pagine inizialmente a farla da padrone è la figura di Poldo Sbaffini, ritratto in maniera magistrale da Segar che sa rendere il famelico divoratore di panini un vero cataclisma della natura. Dall’aspetto innocuo e dall’animo apparentemente calmo ed imperturbabile, Poldo riesce sempre a scroccare un panino, o qualche altra ghiotta pietanza, alle spalle dell’amico Braccio di Ferro e dell’oste Bettolacci. L’autore, attraverso tavole assolutamente esilaranti, gioca con l’astuzia meschina ed imprevedibile del terribile scroccone, dipingendone un carattere da prima simpatico, poi trasformandolo in un assoluto antipatico ed infine in un incallito ed estenuante testardo. Ciò che più colpisce, nonostante l’età di queste strisce, è la loro disarmante e fortissima carica ironica, magistralmente dipinta da Segar attraverso dialoghi serrati, un montaggio che sa cogliere appieno tutti i segreti del linguaggio fumettistico ed un segno sintetico ma fortemente espressivo.

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Volume 3 – “L’arca di Braccio di Ferro”

Titolo originale: “Popeye’s Ark” – (parte 1)

Strisce quotidiane dal 22 aprile 1935 al 24 luglio 1935

Braccio di Ferro decide di costruire una nave, grande come la leggendaria e biblica arca di Noè. Con questo mezzo vuole fondare una nuova comunità, una nuova nazione su un’isola deserta. Per realizzare il suo sogno chiede un finanziamento al signor Gino Miso, il quale, prima di cacciare il denaro, pone tre richieste imprescindibili: lui stesso deve far parte della spedizione; nella nuova nazione non ci saranno ne tasse ne donne. Nonostante le rimostranze iniziali, il nostro amico marinaio alla fine è costretto ad accettare le condizioni imposte da Gino Miso. Con l’aiuto del possente Toro e di un medico, seleziona i volontari che vorranno partire per il viaggio. Dovrà però lasciare a casa la fidanzata Olivia, l’amico Poldo e l’investigatore Castor Oyl. Poldo decide allora di costruire a sua volta un’arca alternativa a quella di Braccio di Ferro e di partire anche lui, insieme al gruppo dei rifiutati, alla ricerca di una nuova nazione. L’imbarcazione di Poldo però, a parte un’abbondante scorta di hamburger in scatola e una mucca per il latte fresco, si rivela un relitto che cola a picco alla prima avvisaglia di tempesta. Il gruppo di naufraghi finisce su un’isola deserta di cui Olivia diventerà regina, nominando quella terra con il suo stesso nome, ovvero: Olivia. Poco dopo anche Braccio di ferro sbarcherà sull’isola contendendosi il predominio di quei terreni inesplorati. Alla fine il marinaio dovrà cedere all’evidenza: Poldo e Olivia sono sbarcati per primi. A lui toccherà impossessarsi di un’ isola che dista poche centinaia di metri. Questa è in sintesi la vicenda, la struttura su cui si sviluppa il racconto, ma sono in realtà i continui imprevisti a rendere accattivante e divertente la lettura. Trovate e battute che Segar costruisce giorno per giorno, senza mai perdere il filo narrativo e la continuità della vicenda. Infatti ancora oggi, dopo tanti anni, la storia è godibilissima (merito di questi preziosi volumi) e si lascia leggere senza che ci si accorga della scansione per tavole con cui era stata originariamente pensata.

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Volume 4 – “Regina Olivia”

Titolo originale: “Popeye’s Ark” – (parte 2)

Strisce quotidiane dal 25 luglio 1935 al 19 ottobre 1935

Il lungo racconto iniziato nel precedente fascicolo, continua in questo numero 4 che raccoglie le strisce quotidiane dal 25 luglio 1935 al 19 ottobre 1935. Braccio di Ferro si auto-proclama imperatore del suo nuovo regno, ma presto nascono i primi malumori fra i sudditi. La mancanza di donne viene infatti vissuta come una richiesta assurda ed ingiusta e la popolazione manifesta contro il governatore. Il novello sovrano non sa come risolvere la situazione perché Gino Miso, sovvenzionatore della spedizione e del regno, continua ad intestardirsi nell’escludere rappresentanti del sesso femminile. Braccio di Ferro è veramente scoraggiato, da un lato ha bisogno dell’appoggio di Gino Miso, ma nello stesso tempo è profondamente d’accordo con le richieste del suo popolo. Da questa situazione Segar innesca una serie di gag esilaranti, che divengono in ogni puntata sempre più surreali, quanto divertenti, fino al tentativo di provare a sostituire le femmine del genere umano con alcune sirene. Nello stesso tempo la regina Olivia, poco distante dall’isola dell’ex-eterno fidanzato, non ha sudditi e cerca di riallacciare rapporti con Popeye o di convertire almeno qualcuno dei suoi cittadini per farlo migrare verso i lidi della sua isola.

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Volume 5 – “L’isola del bottino”

Titolo originale: “Plunder Island”

Tavole domenicali dal 3 dicembre 1933 all’8 luglio 1934

La saga di Spinaciuga, il regno di Braccio di Ferro, si interrompe momentaneamente su questo quinto volume per dare spazio ad un’altra storia parallela che Segar aveva incominciato a pubblicare sulle pagine domenicali a colori nel ’33. A nostro parere è una delle avventure migliori del primo Braccio di Ferro. Segar riesce a miscelare con grande maestria momenti di vera tensione e suspense, scendendo nelle più tetre atmosfere dell’horror lovecraftiano, per poi innalzare l’atmosfera del racconto a momenti di altissima allegria. Si tratta della storia più lunga fra quelle mai pubblicate sulle tavole domenicali e non è mai stata editata integralmente in Italia (unica eccezione una sua parziale apparizione sulle pagine del mensile Il Mago Humor, per la precisione sul numero 6 del marzo 1977). La storia si apre con l’arrivo di un vecchio amico di Braccio di Ferro, il marinaio Granchio Bill. Inizialmente i due truci naviganti si prendono a botte per poi terminare la scazzottata con una decisa stretta di mano, una sonora risata e il grido: “Fratello del vecchio lupo di mare, ti saluto!”. Poldo e Olivia che, spaventati, avevano già chiamato la polizia, rimangono stupiti per lo strano modo in cui i due vecchi amici si sono salutati (come non pensare ai “simpatici saluti” che Zagor e Rochas si scambiano quando si ritrovano dopo tanti mesi in occasione dei raduni dei trappers? Nolitta, alias Sergio Bonelli, ha sempre dichiarato di ispirarsi ai grandi classici del fumetto per scrivere le storie dei suoi fumetti). Granchio Bill invita il compagno di mare a partire per una nuova avventura: ha saputo che sull’isola del bottino è custodito un fantastico tesoro. Quale miglior invito per Popeye, stanco e stufo di lavorare nel suo ristorante? I due si organizzano per la partenza ma hanno bisogno che il Professor Stazzi gli riveli la rotta per la misteriosa isola. Quest’ultimo si trova rinchiuso in prigione, ed è terrorizzato: la strega di mare è sulle sue tracce e vuole eliminarlo per impedirgli di rivelare a qualcuno l’ubicazione del tesoro. E’ a questo punto che entra in scena la Goon, un’essere terribile e spettrale, che diventerà in seguito uno dei comprimari dell’affollato cast degli amici del nostro eroe. La storia continua con pirati, tentati omicidi ai danni dell’intoccabile mangiatore di spinaci, scontri all’ultimo pugno e le incredibili burle di Poldo Sbaffini.

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Volume 6 – “Nuvole di guerra”

Titolo originale: “War Clouds”

Strisce quotidiane dal 21 ottobre 1935 al 19 marzo 1936

La storia si chiama per esteso “You Can’t Expect April Showers from War Clouds” (“Non aspettarti un acquazzone di aprile dalle nubi di guerra”) e viene pubblicata nel nostro paese solo nel 1977 sul mensile Il Mago. Nel periodo fascista la censura ne aveva impedito la pubblicazione. Le strisce infatti affrontano il problema della guerra che si scatena fra i “Brutiani”, soldati di Brutia una terra che confina a nord-ovest del nuovo paese fondato da Popeye. Il marianio non è certo un esperto militare, ne il suo giovane popolo è propenso alla battaglia. La vittoria di Re Zlobbo, sovrano di Brutia, sarebbe cosa certa se non ci fossero gli spinaci e la forza di volontà a spingere il nostro eroe a combattere per la libertà della sua “Spinaciuga, terra di perfezione” (come lui stesso l’ha soprannominata). Nel racconto ha un ruolo importante anche Pisellino che, nonostante l’ancor tenera età, sfida il nemico con coraggio ed incoscienza. Vedremo inoltre un terribile scontro fra Olivia e la spia Sessa Pil, inviata da Re Zlobo per carpire i segreti del regno di Popeye. L’avvvenente ragazza metterà a dura prova il fidanzamento fra due eterni amanti del fumetto.

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Volume 7 – “Braccio di Ferro e lo strano potere del Jeep”

Titolo originale: “”

Strisce quotidiane dal 20 marzo 1936 al 1 agosto 1936

Lo zio di Olivia, che si chiama Ben e vive in Africa, spedisce un misterioso regalo alla nipote all’interno di una cassetta di legno. La cassa contiene un buffo animaletto di razza Jeep (che verrà battezzato Eugenio). Una lettera dello zio avverte di non dargli da mangiare nient’altro che orchidee. Olivia, che già non era dell’idea di allevare un cucciolo, visto il costo di questi fiori decide di sbarazzarsi dell’animale troppo dispendioso, per quanto carino ed amorevole. Il signor Truffoni (il cui nome è tutto un programma) viene a sapere che in città c’è un esemplare di Jeep, bestia che ricercava da anni. Assolda un investigatore privato per scoprire dove si trovi l’esemplare tanto raro. Il simpatico animaletto nasconde infatti un misterioso potere e per questo Truffoni vuole assolutamente impadronirsene. Offre ad Olivia delle cifre sempre più elevate e la ragazza sarebbe pronta ad accettare se non fosse per Braccio di Ferro che si interpone fra i due, sospettando del losco compratore. L’esperienza del marinaio non lo tradisce. Braccio di ferro fa bene a dubitare perché il potere che nasconde il bizzarro tesserino può far arricchire a dismisura. Truffoni, pur di raggiungere i suoi scopi, decide di incaricare dei sicari per eliminare il coriaceo marinaio guercio, ma commette un errore gravissimo: fra le persone che assolda c’è anche Poldo, che scoprirà il misterioso potere del Jeep leggendo di nascosto il taccuino che Truffoni ha inavvertitamente dimenticato sul tavolo di casa. Una simile informazione nelle mani di uno spregiudicato come Poldo è una bomba ad orologeria! Ma qual è il vero poter del Jeep? Il resto lo dovrete scoprire voi stessi leggendo la storia, non vogliamo infatti rovinarvi la sorpresa di una cascata straripante di gag a “quattro dimensioni”! La storia fu pubblicata per la prima volta in Italia nel 1938 sul settimanale Paperino e altre avventure con il titolo “Braccio di Ferro e lo strano potere del Gip”.

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Volume 8 – “Alla ricerca di Braccio di legno”

Titolo originale: “The Search for Popeye’s Poppa”

Strisce quotidiane dal 4 agosto 1936 al 28 novembre 1936

“Babbo di bordo”

Titolo originale: “Civilizing Poppa”

Strisce quotidiane dal 30 novembre 1936 al 12 dicembre 1936

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Volume 9 – “La melodia del mistero”

Titolo originale: “Mystery Melody”

Strisce quotidiane dal 14 dicembre 1936 al 3 aprile 1937

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Volume 10 – "Braccio di Ferro e Susanna"

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Volume 11 – "Papà corre la cavallina"

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Volume 12 – "La valle dei Goons"

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Volume 13 – "Pescicani mangia-panini e spinaci di mare"

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Volume 14 – "Il monarca di Roccaverza"

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Volume 15 – “Re Pisellino”

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Volume 16 – “Berenice, la gallina fischiona africana”

Titolo originale: “Berenice the Whiffle Hen” – (parte 1)

Strisce quotidiane dal 10 settembre 1928 al 17 gennaio 1929

Da un punto di vista collezionistico ed emozionale questo è un albo molto prezioso, il primo in cui fa la sua comparsa il titolare della serie. Ma andiamo per ordine raccontando brevemente le vicende del volumetto. Lubry Fikant Oyl, lo zio di Olivia che vive in Africa, è tornato a far visita alla famiglia, portandosi dietro un bizzarro animale. Si tratta di un esemplare rarissimo di gallina fischiona della famiglia dei fiiitni (meglio nota come “gallina africana scappaiola”). Nessun essere umano è mai stato in grado di catturarne o ucciderne uno. Lo zio di Olivia ci è riuscito partendo da un uovo ed allevandola con il nome di Berenice. L’uccello è molto bizzarro ed ha dei poteri straordinari: prima di tutto non può essere uccisa, inoltre permette al suo proprietario di essere molto fortunato. Ma questo secondo particolare non viene subito svelato, lo scopriremo nel prosieguo della serie. Castor Oyl (caratterizzato in queste strisce da un carattere nervoso e ancora lontano dal divenire l’investigatore privato che poi conosceremo) non crede alle parole dello zio sull’invulnerabilità dell’animale e fa una scommessa con lui: se riuscirà ad uccidere Berenice riceverà mille dollari! Nonostante le decine e decine di stratagemmi studiati da Castor la gallina rimane viva e vegeta e, anzi, finisce per affezionarsi al povero ragazzo, tanto che quando lo zio Lubry decide di partire per tornare in Africa, dovrà lasciare l’animale a casa degli Oyl. Al contrario Castor non sopporta che quell’animale lo segua ovunque e cerca in tutti i modi di liberarsene. Tutto questo ovviamente è fonte di innumerevoli gag, come quando due strani tizzi chiedono a Castor di vendergli la gallina per la somma astronomica di diecimila dollari. Castor non crede alle proprie orecchie e anzi pensa che lo vogliano prendere in giro. Visto che l’affare non va in porto, ben presto Castor viene pedinato dai due loschi figuri e rischia più volte la pelle. I suoi avversari sono pronti a tutto per impadronirsi di quella gallina. A questo punto entra in scena una strana donna, molto affascinante, vestita con un mantello nero che la fa sembrare un fantasma. Anche lei inizia a seguire Castor di nascosto, per conto del signor Fadewell, che infine lo farà rapire. Segregato nella casa del suo rapitore, Castor viene finalmente a conoscenza del potere straordinario del bizzarro pennuto: chiunque sfreghi i tre peli che la gallina porta sopra la testa diverrà estremamente fortunato. Fadewell vuol utilizzare questo stratagemma per recarsi sull’isola dei dadi (un’immensa città del gioco d’azzardo) per sbancare le casse di tutti i casinò. Ma Castor riesce a fuggire e, insieme a Aroldo Granragù, compra un’imbarcazione per recarsi sull’isola, prima del suo avversario. Ormai alla fine del volume (in origine sui quotidiani americani il 17 gennaio 1929) Castor incontra il marinaio che lavorerà sulla sua imbarcazione: Popeye. In questo modo il nostro Braccio di Ferro fa la sua prima apparizione nella striscia di Thimble Theatre. La collezione della Gazzetta dello Sport ha scelto di riservare l’apparizione del famoso marinaio a questo sedicesimo numero, anziché partire in ordine cronologico. Per una strategia di marketing si è preferito proporre prima le strisce più moderne e le avventure più complesse ed esilaranti del periodo maturo di Segar, quando Popeye ha ormai le fattezze che conosciamo. Nelle prime apparizioni il suo viso è ancora lungo e le sue espressioni molto serie (probabilmente Segar si era ispirato al viso di Buster Keaton uno degli attori più in voga nel cinema muto di quegli anni). Ben presto però il marinaio forgerà il suo carattere diventando il personaggio principale della serie, amato in tutto il mondo. Anche Berenice la gallina fischiona diventerà molto famosa negli anni della grande crisi economica americana, tanto che verranno fusi dei modellini di metallo da collocare sul cofano delle automobili, al posto del celebre angelo delle Rolls-Royce.

In Italia queste strisce verranno pubblicate (e non nella loro intera sequenza) sulla rivista “Il Mago” solo nel marzo 1979.

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Volume 17 – "Braccio di Ferro il marinaio"

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Volume 18 – "Il falso spasimante di Olivia"

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Volume 19 – "Una coppia di fanabutti"

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Volume 20 – "La cozza negra"

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Volume 21 – "L'amore nella giungla"

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Volume 22 – "Il mistero di Colle Pietrascura"

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Volume 23 – "Il mistero Wiltson"

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Volume 24 – "La banca a senso unico"

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Volume 25 – "La grande guerra casareccia" 

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Volume 26 – "Troppi re!"

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Volume 27 – "Teschiopoli"

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Volume 28 – "Balla, ragazza, balla!"

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Volume 29 – "L'ottavo mare"

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Volume 30 – "Lunga vita al re"

Titolo originale: “Long Live the King or Gold and Goofs”

Strisce quotidiane dal 14 novembre 1932 al 4 marzo 1933

Poter trasformare il sogno che si aveva da bambini, l'amore spassionato per i fumetti, nel proprio lavoro da adulti, è una gran fortuna. Poter coniugare passione e professione non vuol dire però assenza di fatica, impegno, concentrazione. Per questo, chi come me ha il piacere di potere e dovere leggere più di un fumetto al giorno, rischia di perdere dopo un pò quella sana e genuina aspettativa nei confronti del volume a fumetti che si sta analizzando. E' una piacevole eccezione la collana dedicata a Braccio di Ferro che sta uscendo nelle edicole in questo periodo. Mi sono ritrovato a ridere di sano gusto ed a voce alta per alcune gag. Ciò che più mi meraviglia è che queste strisce sono state realizzate e pubblicate nel lontano 1933, ci si aspetterebbe un linguaggio datato ed un gusto ormai sorpassato ed invece queste gag mantengono la loro genuina freschezza dimostrando come i capolavori rimangano integri con il passare del tempo. In questo trentesimo volume re Blozo e Braccio di Ferro sono tornati a Scemilia dopo una lunga avventura ma dovranno scontrarsi contro il tentativo del generale Blunzo di impossessarsi del governo. Il perfido golpista incarica la seducente Dina Mow (una sorta di Mata Hari) di ammaliare e sedurre i due avversari per screditarli e rubargli oro e potere. Così Popeye è costretto a organizzare delle elezioni che dimostrino chi ha il diritto di governare il paese, ma il vecchio marinaio ne sa una più del diavolo pur di impedire che il suo terribile avversario abbia la vittoria.

Anche Olivia assume un ruolo importante in questa storia, decisa a non perdere le attenzioni del suo eterno fidanzato ma, nello stesso tempo, a rivendicare il suo ruolo e la sua dignità di donna, di fronte alle infido avanti della subdola Dina Mow. Infine c'è il problema dell'oro, il ricchissimo tesoro che Popeye e il re hanno recuperato durante la precedente avventura. Anche in questo caso Segar riesce a trasformare delle preziose pepite nelle più svariate forme (da pomelli delle porte ad un unico blocco di svariati quintali) per generare delle incredibili gag.

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Volume 31 – "Popeye re di Popilania"

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Volume 32 – "Braccio di Ferro reporter"

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Volume 33 – "Popeye a Puddleburg"

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Volume 34 – "Amore e soldi"

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Volume 35 – "Selvaggi bianchi"

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Volume 36 – "La sorgente del succo di spinacci"

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Volume 37 – "Braccio di Ferro e le Arpie"

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Volume 38 – "L'uccello della pioggia"

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Volume 39 – "Nel castello di Neutopia"

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Volume 40 – "Il campione errante"

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Volume 41 – "Il campione errante nella terra dei Jeep"

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Volume 42 – "I sette figli della Strega di Mare"

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Volume 43 – "Braccio di Ferro e la casa del mistero"

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Volume 44 – "Se dici testamenti, dici parenti"

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Volume 45 – ""

 

Volume 46 – "Braccio di Ferro in: Davy Jones e il Goon di mare 2"

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Volume 47 – "Il girinopillole di Poldo"

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Volume 48 – "L'ammiraglio Braccio di Ferro"

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Volume 49 – "Braccio di Ferro e il suo doppio"

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Volume 50 – "L'Isola del Sol Ponente"

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Volume 51 – "L'imbasciatore speciale"

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Volume 52 – "Braccio di Ferro in Limbo"

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Volume 53 – "Voglio la mamma!"

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Le date delle uscite della collana

Braccio di Ferro nella Valle Nera - 04/08/2017

Braccio di Ferro e la sorella della Strega di Mare - 11/08/2017

L’arca di Braccio di Ferro - 18/08/2017

Regina Olivia - 25/08/2017

L'isola del Saccheggio - 01/09/2017

Nuvole di guerra - 08/09/2017

Braccio di Ferro e lo strano potere del Jeep - 15/09/2017

Alla ricerca di Braccio di Legno, “Babbo di bordo” - 22/09/2017

La melodia del mistero - 29/09/2017

Braccio di Ferro e Susanna - 06/10/2017

Papà corre la cavallina - 13/10/2017

La valle dei Goons - 20/10/2017

Pescicani mangia-panini e spinaci di mare - 27/10/2017

Re Pisellino - 03/11/2017

Bernice, la gallina fischiona africana - 10/11/2017

Braccio di Ferro il marinaio - 17/11/2017

Il falso spasimante di Olivia - 24/11/2017

Una coppia di fanabutti (SIC) - 01/12/2017

L'amore nella giungla - 08/12/2017

Il mistero di Colle Pietrascura - 15/12/2017

Il mistero Wiltson - 22/12/2017

La banca a senso unico - 29/12/2017

 

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Ulteriori approfondimenti:

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Valerian

Esce in edicola, per le collane de La Gazzetta dello Sport, un nuovo collezionabile dedicato alla saga fantascientifica di Valerian, serie culto del fumetto francese e punto di riferimento per tutto l’immaginario narrativo della fantascienza. La serie di Valerian viene pubblicata per la prima volta nel 1967 sulla rivista Pilote. I suoi autori sono Pierre Christin (ai testi) e Jean-Claude Mézières (per i disegni). In quegli anni il genere più diffuso era il western, e le pubblicazioni di maggior successo erano Blueberry (creata da Jean-Michel Charlier per quanto riguarda i testi e Jean Giraud per i disegni, che si firmava Gir; fumetto pubblicato, prima che in albo, sulla rivista Pilote) e Jerry Spring di Jijé (pubblicato su Spirou). Valerian conquista immediatamente il consenso di pubblico, divenendo ben presto uno dei fumetti più diffuso e conosciuto, non solo sul territorio natio. La saga di Star Wars creata da George Lucas uscirà nelle sale cinematografiche solo nel 1977, mentre per quanto riguarda serie televisiva di Star Trek ha avuto inizio nel 1966, ideata da Gene Roddenberry.

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E’ indubbio che l’immaginario narrativo generato da Christin e Mézières ha influenzato la produzione fantascientifica a livello di tutti i prodotti mediatici: dal fumetto al cinema, dalla televisione alla radio, dalla letteratura al teatro, per molti decenni a venire.

Ciò che caratterizza la serie sono i grandi scenari fantastici (derivati, in quegli anni settanta, dal nuovo senso estetico che il fumetto francese stava introducente nella narrativa disegnata), il gusto per l’avventura, dosata con ironia e comicità.

I protagonisti della serie sono Valerian e Laureline, due giovani agenti interstellari dell’SST (Service Spatio-Temporel), in missione per conto di Galaxity, la capitale dell’impero terrestre megalopoli e capitale di un impero galattico nel XXVIII secolo. I personaggi disegnati da Mézières sono molto caratterizzati, al limite della caricatura, con teste grosse e corpi più minuti per mettere in risalto le espressioni e la recitazione visiva dei volti. L’autore, che ha viaggiato e visitato l’america, sicuramente all’inizio della sua carriera è influenzato dai disegnatori statunitensi Harvey Kurtzman, Will Elder e Jack Davis, autori della celebre rivista satirica americana MAD. Il suo disegno passa da vignette iper-dettagliate che descrivono tecnologie futuristiche, a squarci su mondi alieni fantastici, cosparsi di funghi giganteschi e creature bizzarre, incredibili torri minerali, animali amorfi, spesso dalle sembianze di insetti ciclopici. Un disegno fluido e dinamico, sempre alla ricerca di nuove inquadrature ed inedite soluzioni grafiche e narrative. Uno stile grafico barocco e gotico allo stesso tempo, dove il dettaglio e la bellezza del segno non si sottraggono mai alla necessaria e fondamentale capacità narrativa che deve catturare il lettore e trascinarlo nella lettura della storia, senza stancarlo mai, ma anzi catturando la sua attenzione di pagina in pagina, di vignetta in vignetta.

L’abile ed atletico Valerian e l’affascinante, quanto risoluta Laureline, non esauriscono mai la curiosità del lettore, anzi diventeranno una copia fondamentale nel fumetto dei successivi anni.

Ad inizio anni settanta la science fiction è ormai matura per uscire dal suo status di genere di pura evasione, per trasformarsi in metafora delle problematiche sociali.


La collana sarà composta di 11 volumi in formato cartonato, ognuno contenente due storie, al prezzo di 9,99 euro.

 La città delle acque mobili – L’impero dei mille pianeti – 21/09/17
 Mondo senza stelle – Benvenuti su Alflolol – 28/09/17
 Gli uccelli del padrone – L’ambasciatore delle ombre – 05/10/17
 Sulle terre finte – Gli eroi dell’equinozio – 12/10/17
 Metrò Châtelet, direzione Cassiopea – Brooklyn Station, capolinea cosmo – 19/10/17
 Gli spettri di Inverloch – Le folgori di Hypsis – 26/10/17
 Sulle frontiere – Le armi viventi – 02/11/17
 I cerchi del potere – Gli ostaggi dell’ultralum – 09/11/17
 L’orfano delle stelle – Attraverso tempi incerti – 16/11/17
 Ai margini del grande nulla – L’ordine dei monoliti – 23/11/17
 L’apritempo – Memorie dal futuro – 30/11/17


Mondo senza stelle

(titolo originale “Le pays sans etoile”).

Pubblicata per la prima volta nel 1972 sulla rivista Pilote dal numero 570 al numero 592, per un totale di 46 tavole.

In questa avventura Valerian e Laureline si imbatteranno in villaggi viaggianti, costruiti su immensi millepiedi; nomadi raccoglitori di potenti esplosivi; guerre fra i sessi (mondi di grezze amazzoni contro città comandate da maschi dediti solo alla ricerca del bello e del gusto raffinato ed elegante della vita); tempeste improvvise; animali amorfi trasformati in armi strabilianti quanto letali (bracciali che lanciano scorpioni velenosi, ornitorinchi che sputano fiamme verdastre, enormi bestioni dalla lingua affilata trasformata in lancia razzi, lucertole lancia fiamme e quanto di più assurdo e meraviglioso la fantasia creatrice di Christin e il genio visionario di Mézières  abbiano saputo concretizzare sul foglio da disegno).

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Valerian e Laureline, inviati in missione diplomatica nel sistema solare di Ukbar, si troveranno di fronte ad una terribile minaccia, che rischia di distruggere tutta quella parte del cosmo: un nuovo pianeta, il cui nome è Zahir, spunta dal nulla dei profondi abissi siderali ed entra in rotta di collisione con il pianeta di Ukbar. Il pianeta fantasma appare morto all’esterno, come se fosse la superficie di una cometa. All’interno però è cavo e ospita due civiltà in perenne conflitto: una dominata dagli uomini, l’altra dalle donne. La contrapposizione fra valori e diritti della società della fine degli anni sessanta è molto forte. Fra i sessi e fra le generazioni è scoppiata una battaglia che si combatte a suon di manifestazioni e cariche della polizia, nelle piazze e nelle aule universitarie. Le contestazioni del ’68 non sono certo ancora sopite. I due autori vogliono rappresentare in questa vicenda i contrasti di quell’epoca, cercando di dimostrare come posizioni troppo oltranziste fra femminismo e maschilismo, non possano portare a nessun risultato ne ad alcuna conciliazione.

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Mézières, influenzato da un viaggio in Turchia, disegna un esotismo elegante e sensuale, che sa mettere in contrasto il mondo tecnologico di Valerian con l’ottusità delle posizioni opposte in cui si sono isolate le due città antagoniste della storia: Valsennar e Malka. Ma Christin si schiera anche contro chi sfrutta guerre e contrasti politici o sociali per un puro tornaconto personale. Ne da una rappresentazione di tali sciacalli nella figura di Mutahar capo dei nomadi Lemm che, pur se del tutto estranei al conflitto, sono coloro che estraggono il potente e pericoloso esplosivo del Flogum (strutture minerarie che sembrano di origine vegetale: funghi o licheni troppo cresciuti) per rivenderli alle due città fra loro rivali.

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Copyright Dargaud by Christin & Mézières


Ulteriori approfondimenti:

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