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Vampire Hunter D

Vampire Hunter D è un manga pubblicato nel 2007 da Hideyuki Kikuchi con i disegni di Saiko Takaki. La storia narra delle vicende di D, un misterioso dhampir che di professione fa il cacciatore di vampiri. Il manga è in realtà la trasposizione di una serie di romanzi che Kikuchi iniziò a scrivere nel 1983, accompagnandosi alle illustrazioni di Yoshitaka Amano. Questi romanzi propongono le diverse avventure che coinvolgono D nell’arco del tempo, fondendo assieme differenti generi letterari, come la fantascienza, l’horror, il western e contenendo influenze della mitologia occidentale ed orientale, citazioni dai romanzi di Lovecraft e Stoker e cenni di magia ed occultismo. Nonostante la storia avvenga in un futuro molto lontano gli ambienti posseggono uno stile antico, più consono a quello del Rinascimento europeo rispetto che quello proposto usualmente per paesaggi futuristici; l’ispirazione da cui l’autore si basa sulla creazione delle abitazioni è quella dei villaggi slavi dei film degli anni Trenta, in particolar modo Frankenstein, Dracula e Vampyr. Quest’ultimo in particolare presenta molteplici elementi in comune con l’opera di Kikuchi, tratta infatti di un misterioso cacciatore di vampiri che decide di soccorrere una giovane donna morsa da un demone appartenente alla stirpe chiamata vampyrs (che sono appunto vampiri) salvandola sia dai mostri che da un dottore doppiogiochista che vorrebbe ucciderla. Il film esce nelle sale nel 1932 ed è di produzione tedesco-francese; l’atmosfera di alta tensione deriva dalla grande importanza data ai suoni ambientali e alla musica, mentre i dialoghi vengono ridotti al minimo. Alla stessa maniera anche Vampire Hunter D è avvolto da una suggestiva atmosfera gotica che da ampia importanza alla rappresentazione dei paesaggi e all’impressionante figura del protagonista, che sembra un imponente spettro nero. L’iconografia scelta rispecchia lo stile barocco per la ricchezza di particolari mescolandosi con lo stile tradizionale giapponese.

La serie di romanzi di Kikuchi è ancora in corso: attualmente l’ultimo romanzo uscito è stato pubblicato in Giappone il 7 novembre 2016 ed è il trentunesimo della serie, intitolato Lost Legion of the Nobility.

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Gli autori

Il creatore di Vampire Hunter D è Hideyuki Kikuchi, scrittore giapponese specializzato nel genere horror. Kikuchi nasce nel 1949 e fin da bambino si dimostra essere appassionato di film del mistero e dell’orrore. In particolar modo fu colpito dalla pellicola The Horror of Dracula (in italiano Dracula il Vampiro, del 1958) in cui la parte del conte era recitata da Christopher Lee e fu proprio questo film ad indurlo a realizzare un’opera che trattasse di vampiri. Nel 1982, all’età di 33 anni, iniziò a scrivere il primo romanzo della serie che lo fece diventare famoso e l’anno dopo il primo volume di Vampire Hunter D uscì sul mercato.

Lo stile di scrittura di Kikuchi si basa molto su classici della letteratura horror occidentale, sia classica, come nel caso di Stoker e Lovecraft, che moderna, con Stephen King.

Oltre a Vampire Hunter D altre sue opere note sono Darkside Blues e Wicked City.

Yoshitaka Amano è un illustratore giapponese nato nel 1952 a Shizuoka. Collabora assieme a Kikuchi dall’inizio della pubblicazione della sua opera realizzando le copertine e le illustrazioni interne dei romanzi. Oltre all’illustrazione, la sua fama riguarda anche l’ambito dell’animazione e negli anni Novanta ha raggiunto popolarità grazie alla creazione dei personaggi e delle copertine del videogioco Final Fantasy prodotto dalla casa Square.

Il suo lavoro è sempre ruotato attorno all’ambito dei fumetti e dei cartoni animati, ma in realtà la sua arte ha origine nella litografia, ovvero la pratica di stampa manuale realizzata per mezzo dell’intagliatura del legno e il successivo trasferimento dell’inchiostro sulla carta tramite torchiatura. Questa pratica influisce molto sullo stile grafico di Amano, che tende a realizzare illustrazioni che ne simulano l’effetto, con colorazione spesso realizzata ad acquerello.

Lo stile dei suoi personaggi mescola influenze artistiche disparate: Amano infatti utilizza una linea morbida e sottile, donando alle sue opere un senso di leggerezza e di atmosfera onirica; lo stile ricorda l’arte russa e dei paesi dell’Europa orientale, l’Art Nouveau e ha molti richiami all’estetica giapponese ukiyo-e1.

Amano si appassiona al disegno leggendo i fumetti americani, riferendo di avere come massimo ispiratore il comic artist Neal Adams e la Pop Art di Peter Max. Negli anni Settanta inizia a lavorare per la Tatsunoko Production casa produttrice di anime, ovvero cartoni animati giapponesi, creando i character design di personaggi che ricordano i super eroi americani. Le serie che contano la collaborazione di Amano sono Science Ninja Team Gatchaman, Tekkaman the Space Knight e Neo-Human Casshern.

Con l’inizio degli anni Ottanta Amano lascia momentaneamente l’industria dell’animazione per dedicarsi a quella dell’illustrazione, con la collaborazione con Kikuchi, per poi riprendere il mercato anime con l’uscita sia del primo che del secondo OAV2 della serie.

Nel 2010 fonda una società di produzione cinematografica chiamata Studio Devaloka con la quale inizia a trattare anche il campo dell’animazione 3D.

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Il manga

Lo stesso autore dei romanzi, Hideyuki Kikuchi, decise di ampliare la diffusione dei suoi romanzi, realizzando un adattamento in formato manga della storia. Il primo volume uscì in Giappone nel Novembre 2007 ed il disegno fu affidato alla mano di Saiko Takaki.

La trama è identica a quella narrata nei romanzi originali: l’idea di Kikuchi era quella di realizzare un tankobon 3per ciascun romanzo, narrando perciò una vicenda completa per ogni volume. Attualmente la serie è stata interrotta all’ottavo volume, uscito il 23 settembre 2014, ed è considerata completa. L’interruzione è stata necessaria a causa di danni fisici che colpirono la disegnatrice, impedendole di continuare a disegnare.

Saiko Takaki è un’illustratrice ed autrice manga giapponese, molto amica di Kikuchi. E’grazie al suo contributo che fu possibile realizzare la versione manga dei romanzi, permettendo alla serie di essere diffusa anche in territorio internazionale. La prima edizione del manga fu infatti pubblicata contemporaneamente in Giappone, in America ed in Europa. In Italia la serie è stata rilasciata da J-Pop, divisione manga della casa editrice milanese Edizioni BD. Attualmente la ristampa è ferma al volume numero sei, gli ultimi due volumi sono disponibili esclusivamente in lingua originale.

Lo stile grafico della Takaki è particolarmente adatto al genere horror: il suo disegno ha infatti un tratto molto spigoloso e sporco, fatto inusuale per lo stile classico manga, che tende invece ad evidenziare la chiarezza della linea e la l’ordine degli elementi. Tuttavia è proprio questa particolarità grafica a rendere l’opera così interessante, oltre ad adattarsi perfettamente al genere dark della storia.

Nella versione manga ci sono alcune piccole differenze nel character design dei personaggi rispetto a quello descritto nei romanzi originali, e questi riguardano principalmente il personaggio di Doris Lang. Nel romanzo infatti la ragazza è descritta un’adolescente con lunghe trecce bionde ed il suo atteggiamento è ancora quello di una ragazzina; nel manga la Takaki la reinterpreta come un’avvenente fanciulla di circa venticinque anni con lunghi capelli castani, autoritaria, matura e sicura di sé. Questa rappresentazione fa di Doris un oggetto del desiderio condiviso da molti personaggi; infatti nel primo volume la ragazza viene desiderata da molteplici figure maschili e lo stesso D si domanda più volte se in fondo la sua volontà di starle accanto non sia dovuta ad un’attrazione fisica.

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Ulteriori pubblicazioni

Oltre al manga nel 1985 fu prodotto anche un primo lungometraggio omonimo al titolo della serie che narra la stessa storia contenuta nel primo romanzo di Kikuchi, che fu anche produttore dell’OAV. Anche in questo primo film d’animazione il character designer è sempre Yoshitaka Amano, che però, in ambito di animazione, possiede uno stile diverso da quello che è solito utilizzare nelle illustrazioni. Lo stile grafico infatti è tipico degli anime anni Ottanta, presentando una forte influenza da parte di Haruiko Mikimoto, disegnatore di serie giapponesi famose quali Macross e Gundam. Lo stile dei personaggi è però coerente a quello descritto nel romanzo, rappresentando il personaggio femminile, Doris, come giovane adolescente bionda.

Nonostante la ricercatezza grafica e la storia ben strutturata, questo titolo anime viene presto dimenticato, a favore invece di un secondo OAV prodotto nel 2001, dal titolo Vampire Hunter D: Bloodlust. Questo secondo titolo narra la storia del terzo romanzo della serie, momento in cui D è chiamato a liberare Charlotte, la figlia di un ricco mercante che è stata rapita da un vampiro intenzionato a sacrificarla per riportare in vita la vampira Carmilla. I disegni, sempre di Amano, questa volta assumono uno stile più maturo e ricchissimo di particolari che aumentano considerevolmente il phatos dell’opera. Infatti se nel primo lungometraggio lo stile grafico era molto simile a quello degli shonen4 anni Ottanta, in questo prodotto il grado di dettaglio e di cura degli elementi rende l’opera esclusivamente rivolta ad un pubblico adulto.

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La trama

La trama di Vampire Hunter D non è ancora conclusa, in quanto Kikuchi è ancora all’opera nella stesura dei suoi romanzi. Tuttavia il primo romanzo prepara la strada alle innumerevoli gesta dell’oscuro cacciatore di vampiri protagonista della serie, presentando i suoi poteri e l’ambiente in cui si svolgono gli avvenimenti. Inoltre l’inizio presentato dalla versione letteraria è identica anche per la versione manga che per il primo OAV del 1998.

Dopo la guerra atomica avvenuta nel 1999, il pianeta Terra è stato raso al suolo e gli esseri viventi hanno subito mutazioni genetiche che hanno causato la compara di nuove razze mostruose. E’questo il caso dei vampiri, che con il passare dei millenni hanno preso in mano il controllo del pianeta, sottomettendo l’umanità al loro controllo. Nonostante posseggano le conoscenze tecnologiche per creare sostituti sintetici al sangue, i vampiri preferiscono servirsi di sangue umano per soddisfare la loro fame, e ciò permette loro di avere il totale dominio sull’intera umanità. Inoltre, per evitare una nuova guerra, i vampiri hanno sequestrato ogni tipo di arma nucleare impedendo allo stesso tempo di permettere agli uomini di riacquisire le conoscenze tecniche che gli permetterebbero di ricostruire la civiltà. Tutto ora è in mano alla nuova razza dominante, che ha plasmato il pianeta per mezzo della scienza e della magia in modo tale da soddisfare appieno le loro necessità.

Gli uomini col tempo hanno dimenticato i punti deboli della “Nobiltà” (nome con cui gli esseri umani indicano la razza dei vampiri) e vivono nel costante timore e rispetto della loro volontà, vivendo di artigianato, agricoltura e allevamento in villaggi rurali che suggeriscono la regressione del mondo ad un nuovo Medioevo.

Dodici millenni dopo la fine della guerra fa la comparsa il misterioso D, protagonista della storia, un dhampir che lavora come mercenario per sconfiggere i Nobili. Durante uno dei suoi viaggi incontra una giovane che è stata appena morsa da un vampiro: si tratta di Doris Lang, una ragazza che abita in un villaggio assieme al fratello minore Dan e che chiede disperatamente l’aiuto di D per uccidere il suo aggressore e salvarla dall’imminente trasformazione. Il bersaglio del cacciatore è il conte Magnus Lee, un Nobile che desidera unirsi a Doris per generare con lei dei figli ibridi, in grado perciò di possedere i poteri dei vampiri ma essere meno influenzati dalle loro debolezze tipiche.

D non dovrà scontrarsi esclusivamente contro il conte, ma per riuscire a proteggere Doris dovrà fronteggiare diversi avversari, che per diversi motivi mirano all’incolumità della ragazza.

Il primo è Greco Rohman, figlio del sindaco del villaggio in cui vive Doris e innamorato della ragazza, la quale però non corrisponde i suoi sentimenti. All’arrivo del nuovo e misterioso ospite a casa Lang, Greco immagina subito che possa trattarsi di un amante della ragazza e ossessionato dalla gelosia decide che l’unico modo per far rivolgere l’attenzione di Doris ai suoi confronti è quello di eliminare D.

Un altro pretendente di Doris è Rei-Ginsei, un abile guerriero che si serve dei suoi poteri magici per sconfiggere gli avversari. E’il capo della squadra chiamata Fiend Corps, un gruppo di guerrieri mutanti, ognuno dei quali possiede abilità speciali. A differenza di Greco, che vuole disfarsi della scomoda presenza del dhampir, Rei-Ginsei è intenzionato ad avvicinare la ragazza con la violenza, che viene salvata solo con l’intervento di D.

Infine anche la figlia del conte Lee, Larmica, che non accetta che un essere umano intacchi la purezza di sangue della sua famiglia è ostile nei confronti di Doris. La principessa cercherà di uccidere la promessa sposa del conte con l’aiuto di Garou, un lupo mannaro, ma verrà fermata da D.

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Il personaggio principale

Il protagonista dell’opera è D, un misterioso dhampir che di mestiere fa il cacciatore di vampiri a commissione. Come tutti quelli della sua specie è nato tra l’unione di un vampiro e di una donna, ma nel suo caso la particolarità è data dal fatto che suo padre non sia altri che Dracula. Il suo nome, “D”, richiama proprio il nome del conte vampiro che già nel romanzo di Bram Stoker si firma esclusivamente con la sua iniziale nella lettera che manda a Jonathan Harker per accoglierlo nella sua terra.

Come tutti i dhampir anche D possiede dei poteri che lo rendono molto più potente degli esseri umani e molto simile alla Nobiltà in fatto di forza, riflessi e bellezza. Tuttavia solo metà delle debolezze che affliggono i vampiri hanno effetto su D: il Sole non lo ferisce, ma viene colpito circa ogni cinque anni da una particolare malattia, “la sindrome della luce del Sole”, che ha su di lui gli effetti di una forte insolazione e lasciandolo perciò indifeso e privo di forze. Tuttavia, a differenza degli altri dhampir, D riesce a guarire da questa sindrome molto più velocemente, impiegandoci soltanto poche ore, in base anche alle sue precedenti condizioni fisiche. Nonostante preferisca far ricorso alle sue abilità fisiche, D possiede anche alcune doti magiche. La più particolare, e misteriosa, caratteristica del cacciatore di vampiri è quella di avere nel palmo della mano sinistra un volto mostruoso in grado di risucchiare enormi quantità di materia ed energia magica, proteggendo così il suo portatore. Questo volto, chiamato anche “Mano Sinistra”, è uno spirito che vive in simbiosi con il corpo di D ed interagisce spesso con lui dialogando per mezzo della telepatia spesso in maniera sarcastica, contrastando con il carattere freddo e impassibile del suo compagno. D è l’unico in grado di comprendere e ricevere consiglio da Mano Sinistra, a differenza di chiunque altro che invece non riuscirebbe a percepirlo. Oltre al potere di saper risucchiare la magia, il simbionte è in grado di leggere le condizioni fisiche e comportamentali dell’avversario, misurarne la forza fisica, indurgli il sonno e trasformare l’energia dei quattro elementi in energia vitale, in grado di curare il suo portatore o i suoi alleati; il momento in cui agisce dipende soltanto dalla sua voglia e non necessariamente nel momento di bisogno di D. Le origini di Mano Sinistra sono per lo più sconosciute; nel terzo romanzo si suggerisca che possa trattarsi di uno dei Barbarois, esseri mostruosi che il Conte Dracula aveva reclutato come suo seguito personale.

D ha una carnagione molto pallida tipica della natura dei vampiri e lunghi capelli castani; porta un cappello a tesa larga che gli copre in parte il volto ed è vestito di una nera armatura aderente in pelle, avvolta da un mantello dello stesso colore, conferendogli un aspetto inquietante e minaccioso. La sua arma principale è una lunga spada, finemente decorata, dalle fattezze similari alle classiche katane giapponesi. Al collo indossa un talismano blu che serve a proteggerlo da molte armi tecnologiche delle quali la Nobiltà si serve per difendersi; per spostarsi si serve di un cavallo meccanizzato, cavalcatura diffusa tra tutti gli abitanti del pianeta. Il suo aspetto è quello di uomo molto giovane e bello, a differenza della sua vera età che, per quanto resti incognita, sembra superare i cinquemila anni.

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Le sue origini restano misteriose, ma la Nobiltà sussurra che la sua nascita sia dovuta ad esperimenti di incrocio che Dracula compiva con diverse donne umane, proprio con l’obiettivo di generare una creatura potenzialmente indistruttibile; D è il risultato dell’unione tra il conte e una donna di nome Mina, voluto richiamo a Mina Murray, personaggio del romanzo Dracula. D, in quanto ibrido, non viene accettato né tra la cerchia della Nobiltà né tra quella degli uomini; rimane un eterno rinnegato in cerca di vendetta.

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Articolo di Beatrice Ramella

Copyright di Yoshitaka Amano e detenenti diritti


Note:

1Dal giapponese “mondo fluttuante”, è un termine che indica una particolare cultura giovanile in voga in Giappone durante il periodo Edo, ovvero tra il XVII e il XX secolo. Lo ukiyo-e si riferisce anche ad uno specifico tipo di illustrazioni a basso costo che venivano prodotte per il pubblico di massa, non in grado di acquistare dei veri e propri dipinti. Tra i soggetti più rappresentati ci sono scene di quotidianità, paesaggi, attori e cortigiane; era frequente anche il tema erotico, indicato con il termine shunga, e spesso sanzionato dalla censura.


2Da “Original Anime Video”, indica la produzione di animazioni giapponesi, sia lungometraggi che episodi di serie.

3Dal giapponese “libro a brossura” o “libro a linea singola”, è un termine utilizzato per indicare un particolare formato con cui vengono stampati volumi di riviste, romanzi e manga. Le dimensioni dei tankobon sono di 13 x 18 cm e contengono in media 200 pagine. Nel mercato giapponese quando una nuova serie manga esce sul mercato i primi capitoli vengono inizialmente pubblicati all’interno di riviste di grandi dimensioni, specializzate nel genere di appartenenza della storia; se la serie è accolta da un feedback positivo, viene ripubblicata nella versione tankobon, ognuno dei quali contiene circa 4/5 capitoli della serie.

4Genere manga e/o anime rivolto ad un pubblico maschile in età adolescenziale e scolastica.

 

L’universo a fumetti di Star Trek

Composizione

Un prodotto dimostra di essere popolare quando il pubblico non è mai sazio di fruirne.

Star Trek, che ha recentemente festeggiato il proprio cinquantesimo anniversario, è una delle serie televisive più longeve ancora in produzione, che ha avuto la capacità di ridefinire il genere della fantascienza televisiva ed è entrata a far parte, ormai, dell’immaginario collettivo. Anche coloro che non abbiano mai visto un episodio per intero, avranno certamente sentito nominare l’astronave Enterprise, oppure riconosceranno l’iconico vulcaniano signor Spock, con il suo curioso saluto a forma di V. Star Trek diventa presto una fonte di ispirazione per la scienza, la tecnologia e la filosofia, ma anche per l’estetica nelle storie di fantascienza, avendo ridefinito gli standard del genere dell’epoca grazie alla proposta di contenuti più adulti per un genere dal taglio principalmente avventuroso, a livello televisivo. Con l’avvento di internet, inoltre, la serie è diventata una fonte inesauribile di materiale per omaggi più o meno scherzosi, segno che la propria popolarità non accenna a diminuire e i personaggi sono diventati icone molto popolari.

Il pubblico, quindi, è preparato. Complici anche i recenti film, che dal 2009 stanno portando i viaggi dell’Enterprise sul grande schermo, dopo sette anni di assenza. Adesso è il servizio di streaming Netflix a ricondurre la longeva saga spaziale nelle case del proprio pubblico: grazie all’arrivo della nuova serie Discovery (2017), il catalogo si è arricchito con tutte le serie prodotte finora, così da permettere ai vecchi appassionati di rivedere i propri episodi preferiti, mentre accompagna i nuovi spettatori nel vasto universo della Federazione dei pianeti uniti. Le avventure dell’Enterprise sono iniziate nel 1966, ma ambientate più di un centinaio di anni nel nostro futuro, con risvolti ottimistici, al contrario di molte filosofie fantascientifiche dell’epoca.

Senza alcun dubbio, però, è una serie difficile da seguire. Non tanto per i temi affrontati, che sono universali, all’avanguardia e validi ancora oggi, quanto a causa della propria dispersività. Un effetto collaterale da considerare, quando si diventa un’icona popolare potentissima.

Al momento, Star Trek vanta sette serie diverse, tra le quali una animata e una ancora in corso di produzione, che comprendono dalle tre alle sette stagioni ciascuna, tredici film, di cui altri due da poco annunciati. Aggiungendo anche gli innumerevoli fumetti e romanzi che comprendono linee temporali alternative e team-up con altre serie come Doctor Who, Lanterna Verde e, addirittura, Transformers, il materiale da recuperare per un appassionato “trekkie” diventa davvero notevole. Fortunatamente, grazie a Netflix e Rizzoli, oggi è possibile reperire le tutte le serie tv e moltissimi fumetti dedicati al vasto universo fantascientifico.

Nel 2017, RCS Rizzoli ha distribuito in Italia, allegati alla Gazzetta dello Sport, molti dei fumetti dedicati alla longeva serie tv. Tutto il materiale proviene dalla collezione della casa editrice britannica Eaglemoss. Rizzoli si è avvalsa del prezioso aiuto del club ufficiale italiano di Star Trek, lo STIC-AL, che ne ha curato l’adattamento. Molti di questi volumi erano già distribuiti da Ultimo Avamposto Editore, sempre con la collaborazione del club, ma la nuova edizione della Gazzetta assicura maggiore uniformità e coerenza tra le uscite e dossier di approfondimento.

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I fumetti dedicati a Star Trek esistono sin dal 1967, periodo in cui andava in onda la seconda stagione della serie, prodotti dall’americana Gold Key Comics. Ai tempi, la compagnia produceva anche gli adattamenti a fumetti di Viaggio in fondo al mare, Ai confini della realtà e Green Hornet. La cosa curiosa è che spesso gli sceneggiatori e disegnatori dell’epoca avevano a disposizione soltanto poche descrizioni e qualche foto di produzione, ed erano costretti spesso a improvvisare sulle trame e sui caratteri dei personaggi, talvolta stravolgendoli. Si legge così nell'editoriale introduttivo ai fumetti della serie classica presente nel numero 1 della collana, Countdown: “Probabilmente il momento più significativo di questo ‘libero adattamento’ […] si ha sul finale, quando il Sig. Spock incoraggia la completa e totale distruzione di una civiltà aliena intelligente con un prolungato bombardamento ‘laser’ dall’orbita”. Una mossa che il saggio Spock non avrebbe mai ordinato nella serie tv, dal momento che la sua curiosità scientifica è orientata alla conservazione e allo studio non invasivo di qualsiasi specie e civiltà aliena, anche quelle ostili. Una regola primaria valida soprattutto per la Federazione.

Con il tempo, il materiale a disposizione degli autori è aumentato esponenzialmente, complice anche la maggior fama dello show e la migliore distribuzione delle informazioni da parte della produzione. I fumetti presenti nella collezione adattano, approfondiscono o aggiungono avventure alla serie classica, a The Next Generation, Deep Space Nine, Voyager e ai recenti film portati al cinema dal 2009. Non mancano graphic novel concentrate su personaggi importanti come il terribile Khan, con un racconto sulla sua difficile sopravvivenza insieme al proprio equipaggio dopo che furono abbandonati sul pianeta Ceti Alpha V. Interessanti anche gli episodi di contorno alle avventure già conosciute, come quelle che avvengono all’interno dell’Accademia della Flotta Stellare, dove i giovani cadetti si preparano a lavorare per la Federazione e prestare servizio sulle navi spaziali. Non mancano parentesi circa il lavoro di Spock come ambasciatore Vulcaniano tra il popolo dei Romulani, in una serie di storie che fanno da ponte tra la conclusione della missione quinquennale dell'Enterprise al comando di James Kirk della serie classica, fino al suo incontro con l'equipaggio di Jean-Luc Picard di The Next Generation, giungendo all'evento che scatenerà il paradosso temporale e darà il via alla linea temporale alternativa raccontata nei recenti film cinematografici.

Ci teniamo a ricordare che, nonostante l’impegno degli autori nel mantenere coerenza tra le innumerevoli avventure, i fumetti possono essere considerati canonici soltanto finché un nuovo film o la serie tv non li smentiscono. Questo significa che se negli episodi della seconda stagione di Star Trek: Discovery, oggi in produzione, dovessero approfondire alcuni aspetti del carattere del capitano Christopher Pike, oppure rivisitare delle vicende già viste nei volumi a fumetti Primi viaggi che lo vedono protagonista, sarà da considerare ufficiale esclusivamente la versione televisiva.

I filoni principali

La collezione a fumetti propone moltissimi approcci riguardo il vasto universo di Star Trek. Tra questi si possono riconoscere diversi filoni, per i quali riporterò alcuni esempi che ritengo particolarmente degni di nota, in base a ciò che ho avuto occasione di leggere. Queste proposte, naturalmente, non intendono mettere in ombra i volumi non presi in considerazione, perché tutta l’opera mantiene un’altissima qualità.

Gli adattamenti

Il più controverso e curioso di tutti è quello della seconda uscita: La città sull'orlo del sempre, tratto dalla sceneggiatura originale di Harlan Ellison. L’episodio in questione, The City on the Edge of Forever, fu trasmesso per la prima volta nel 1967, con diverse censure e modifiche, perché la sceneggiatura originale comprendeva alcuni elementi piuttosto forti, che contrastavano con la coerenza generale e con la visione dell’ideatore della serie, Gene Roddenberry. Tradotto in italiano con il titolo Uccidere per amore, viene considerato ancora oggi uno dei migliori episodi mai prodotti, che tratta il tema del viaggio nel tempo e delle responsabilità che esso comporta, poi ripreso in molte altre occasioni. Il fumetto mantiene intatta l’essenza e la potenza della storia, ma comprende tutti gli elementi che all’epoca furono eliminati dalla messa in onda.

02 la citta sull orlo del sempre

Linea temporale alternativa

Il film del 2009, giunto da noi con il titolo Star Trek – il futuro ha inizio, con un escamotage narrativo ha spezzato il filo conduttore che lo avrebbe collegato alla serie tv, introducendo un evento che ha aperto la via verso una linea temporale alternativa. L’essenza positiva dell’originale resta invariata, ma questo permette ai produttori di creare nuove storie, utilizzando lo stesso equipaggio tanto amato della serie Classica, che comprende una nuova (e a mio parere riuscitissima) incarnazione del capitano Kirk, del signor Spock, Uhura, il dottor “Bones” McCoy, Scotty, Hikaru Sulu e il giovanissimo Checov, interpretato da Anton Yelchin che è recentemente scomparso. I volumi a fumetti riportano fedelmente la trama dei film attraverso la nona arte, aggiungendo talvolta qualche connessione maggiore con il passato e il futuro dal quale proviene il vecchio Spock della linea temporale primaria. Altre volte, riscrivono in chiave moderna e adattata al nuovo stile, alcuni episodi della serie Classica, con tutti gli accorgimenti del caso. Perché, se i personaggi sono fedeli all’essenza delle proprie controparti degli anni Sessanta, è anche vero che ci troviamo di fronte a sfumature leggermente diverse, che possono rivelare delle piacevoli sorprese.

01 countdown

Il volume 8, Accademia della Flotta Stellare, è quello che mi ha più colpito, perché racconta di un’indagine dell'equipaggio dell'Enterprise in parallelo alle vicissitudini di un gruppo di studenti dell'Accademia della flotta, permettendo ai lettori di esplorare anche un ambiente, purtroppo, poco sfruttato nella serie. Le avventure e la vita “a terra” sono un particolare interessante da esplorare per conoscere meglio la Federazione dei pianeti uniti.

04 Spock Riflessioni

06 Nero

08 Accademia della Flotta Stellare

12 Oltre i confini della galassia

14 Vendetta Vulcaniana

17 Allo specchio

25 After Darkness

36 Khan

Episodi extra

Proprio come se fossero episodi in aggiunta alle serie tv andate in onda, sono state prodotte molte storie a fumetti che arricchiscono le serie The Next Generation, Deep Space Nine e Voyager. In alcuni casi, le trame vanno anche oltre a quanto raccontato nel film Star Trek: l’insurrezione del 2002, che rappresenta, in ambito cinematografico, l’episodio più “lontano nel futuro” mai mostrato. L’occasione permette anche di includere personaggi creati appositamente per i romanzi, insieme al tipico cast tradizionale.

03 TNG Lalveare

05 TNG nel mezzo del cammino

11 TNG Indizi

16 TNG fantasmi

21 Voyager

22 Divisi cadiamo

28 DS9 Il giorno del giudizio

28 DS9 Il giorno del giudizio

33 TNG Sognare forse

35 DS9 Rischio

38 Voyager Zona morta

Approfondimenti sui personaggi

I personaggi incontrati durante i viaggi dell’Enterprise spesso, per quanto affascinanti, trovano poco spazio in un ambito seriale, se non fanno parte del gruppo dei protagonisti. Ecco, quindi, che il terribile Khan, un essere umano potenziato comparso nell’episodio Spazio profondo della serie Classica, abbia lasciato un forte segno tra gli appassionati dello show. Merito, anche, di un magnetico Ricardo Montalban che lo ha interpretato. L’occasione per riproporlo al grande pubblico è arrivata con il secondo film: L’ira di Khan del 1982. La storia a fumetti del volume numero 26, Khan: regnare all’inferno, racconta del difficile periodo trascorso su Ceti Alpha V da Khan e dai suoi seguaci, collegandosi all’episodio della serie classica. Inoltre, è presente l’adattamento a fumetti del film, grazie al quale è possibile cogliere i collegamenti tra la miniserie e la pellicola.

26 Khan regnare allinferno

What if

Il termine inglese “what if” si può tradurre con “e se?”. Un volume in particolare risponde alla domanda: come sarebbero i viaggi dell’Enterprise se le donne dell’equipaggio fossero uomini e viceversa? La storia contenuta nel volume 40, Vite parallele, si collega al filone delle realtà alternative, ma esplora il what if in cui il capitano si chiama Jane Tiberia Kirk, anziché James Tiberius Kirk.

40 Vite parallele

Fumetti classici

Tra nuovi episodi a fumetti, l’esplorazione di realtà alternative e approfondimenti di vario genere, trovano spazio anche i fumetti classici in bianco e nero pubblicati sui quotidiani o prodotti dalle grandi case editrici che normalmente si occupano di supereroi. Troviamo, quindi, in appendice a tutti i volumi, una storia della già citata Gold Key, ma anche libri che raccolgono tutte le storie pubblicate dalla Marvel Comics e dalla DC Comics, oltre alle storie brevi presentate a striscia e pubblicate settimanalmente sui quotidiani. Trovano spazio anche i rari fumetti inglesi, che in Gran Bretagna arrivarono prima della serie televisiva e che presentano poca aderenza al canone, ma non per questo sono meno carichi di forza narrativa. Una menzione speciale ai volumi 9 e 18, che mostrano i Primi viaggi dell’Enterprise, quando era al comando il capitano Christopher Pike, il primo ufficiale era una donna, chiamata per la prima volta Numero Uno (appellativo che in seguito sarebbe toccato a Michael Burnham di Discovery e al comandante Riker di TNG) e un giovane Spock prestava servizio come ufficiale scientifico. Le fattezze dei personaggi sono ispirate dall’episodio pilota della serie, The Cage, da noi ribattezzato Lo zoo di Talos, ma è affascinante notare che queste vicende si posizionano tra la serie tv adesso in produzione, Discovery, e la serie Classica.

09 Primi viaggi 1

10 Fumetti classici inglesi 1

13 Lera Marvel 1

15 Le strisce dei quotidiani 1

32 Lera DC TNG Ritorno a Raimon

Illustri ospiti

Nel volume 23, Missione Terra, è raccolta una miniserie scritta e disegnata dal pluripremiato John Byrne, affermato fumettista che ha lasciato una notevole impronta nel mondo supereroistico. L’autore è particolarmente noto per il suo lavoro sugli X-Men, i Fantastici Quattro, Superman e per aver creato un nuovo supergruppo di origine canadese, gli Alpha Flight. La storia di Missione Terra racconta le avventure di Gary Seven e Roberta Lincoln, ambientate tra il 1968 e il ‘69.

23 Missione Terra

Per il momento, la collezione comprende 40 volumi che si possono acquistare tramite il sito ufficiale della collana, oppure è possibile reperirli nelle fumetterie.

Eaglemoss al momento sta producendo nuovi volumi, perciò non è da escludere che potremmo vedere arricchita la collezione anche qui in Italia fra qualche tempo.

 

Link utili

Articolo di Maurizio Carnago

Copyright RCS, Rizzoli e Gazzetta dello sport o detenenti diritti.