Ultimi Vampiri
Di Gianfranco Manfredi
Gargoyle Books
Settembre 2009
“Ultimi vampiri” è una raccolta di racconti dedicata ai signori delle tenebre da Gianfranco Manfredi. Lo scrittore milanese, ora residente fra le montagne di Sondrio, cantautore, saggista, narratore per il cinema e il fumetto, ci racconta con la solita abile maestria delle vicende dove realtà storica, fascino dell’ambientazione e racconto fantastico si mischiano in un turbinio affascinante. Come scrive lui stesso nell’appendice del libro in merito alla domanda se i vampiri, secondo lui esistano veramente, Manfredi risponde con un’interessante soluzione che svela il suo modo di scrivere, l’anima della sua penna: il problema non sta nel dimostrare scientificamente l’esistenza dei vampiri, nel confutare fatti che nella storia sembrano attestare l’esistenza di queste terribili creature, o nel avvicinare e paragonare le differenti tradizioni dei popoli dove sempre compare una creatura che si nutre di sangue umano anche se sotto sembianza e con comportamenti differenti. Il problema, risponde lo scrittore, sta nella domanda e naturalmente anche tutto il fascino del racconto.

Nove sono i racconti (due in più rispetto alla precedente edizione del libro che risale al 1987) che vi andiamo a descrivere brevemente cercando di non svelarvi troppo quanto piuttosto nell’invogliarvi alla lettura di questo ottimo volume.
I Figli del fiume
Questo racconto è ambientato nel ‘500 in Moravia. Un giovane monaco cresciuto in una comunità anabattista, decide di lasciare il convento dov’è cresciuto per conoscere il mondo, fare esperienza di vita. Girovagando fra i boschi e le lande più desolate che circondano per miglia e miglia il convento, arriva infine in uno strano villaggio dove apparentemente non vive nessuno. Solo verso il tramonto i suoi abitanti incominciano ad uscire dalle case. Sono ovviamente vampiri. Prima di essere scoperto e ucciso, il giovane viene salvato da una ragazza vampira di nome Elvina che lo conduce alla conoscenza dei misteri del suo popolo e a una conclusione assolutamente inattesa.
Limpiezza
In questo secondo racconto, un giovane gitano di nome Miguel, figlio di un padre sconosciuto, diventerà da prima un cacciatore di demoni (sotto la guida del capo gitano che lo sfrutta per raggranellare qualche soldo dai paesi “infestati”) e poi, grazie ai suoi strani poteri, assunto direttamente dalla Sacra inquisizione per divenire esorcista. Gianfranco Manfredi dipinge molto bene il clima della Spagna seicentesca: le sue superstizioni e paure, a metà fra la credenza religiosa e reminescenze pagane, il ruolo della chiesa e della Santa inquisizione e i contrasti acerrimi e mortali fra le varie sette religiose. Ma al giovane Miguel un ben più difficile destino lo attende: quello di uccidere il demone Moisar a cavallo del suo nero destriero di nome Rachi.
Il pipistrello di Versailles
1661. Paludi che si distendono sul terreno che sarebbe diventato presto una delle regge più sfarzose e ricche d’Europa, la reggia di Versailles. In queste antiche e intricate paludi da qualche secolo vi dimorano un gruppo formato da sedici vampiri, calvi e brutti, eredi di grandi battaglie e grandi condottieri nel passato. Ora stufi della vita degli uomini, si sono rintanati qui, nella tranquillità della palude da cui si allontanano solo di notte, sotto forma di pipistrelli, per andare a Parigi a trovare le proprie vittime: barboni, bambini abbandonati, genti dimenticata di cui nessuno reclamerà la scomparsa. Per non attirare attenzione, per non destare scandalo o paure, per poter vivere nella loro calma tranquillità. Tutto questo fino a che un giorno arrivano nella palude i soldati di sua maestà, non per combattere i vampiri, di cui ignorano l’esistenza, sono qui per iniziare i lavori di bonifica per erigere la villa reale. I vampiri inizialmente vorrebbero combattere, affrontare il nemico, riscattare il loro ruolo e la loro antica grandezza di condottieri, anche se sanno che sarà per loro una battagli all’ultimo sangue. Poi però succede qualcosa, si innamorano del progetto. La villa potrebbe essere loro, la sede da cui comandare il più grande impero del mondo. Così stringono un patto con l’architetto che dirige i lavori e si mettono loro stessi al comando di sedici squadre di uomini che lavorano di notte. Non badano a metodi insulsi e deplorevoli pur di far procedere il lavoro celermente. Ed infatti le loro squadre lavorano più veloci che quelle diurne. A poco importa all’architetto se ci sono vittime a causa della crudeltà dei suoi alleati. La bonifica procede celermente, il fango della palude viene vinto. Ma non sempre i cattivi sono la vera minaccia su questa terra…
La guarigione
Questo breve racconto è il diario di Oliver Priestley, ambientato nel 1792. E’ il diario che descrive la malattia e la passione attraverso la quale il giovane, sempre più vinto dalla consuzione, diverrà vampiro. Come sempre lo scrittore (quello vero) è molto abile nel descrivere la lenta mutazione, arricchendo il racconto di dettagli, usi e leggende pseudo mediche ed alchemiche usate contro il vampirismo. Un cataplasma di edera sul capo per curare il mal di testa, come appurato (dice il medico curante Dott. James Hardy) nella peste di Londra del 1665. Un collare di foglie di tasso attorno al collo e un tappeto di narcisi in fondo al letto, il primo per proteggere dal demonio, il secondo perché, essendo il malato nato sotto il segno del capricorno, gli astri gli siano propizi. E poi l’infuso di gelso per favorire il sonno. Scuse che invece nascondevano le preoccupazioni del vecchio medico in merito al vampirismo. Da segnalare, anche se il racconto è breve, l’inaspettato finale a sorpresa.
Hanno rubato la testa dell’arcivampiro
L’arcivampiro è un potentissimo signore delle tenebre in grado di rigenerare il suo corpo anche se viene bruciato, spezzettato e frantumato in mille pezzi. Basta che rimanga una piccola porzione della sua sostanza che esso, nei secoli, possa pian piano ritornare alla forma umana, trasformandosi e assumendo un aspetto in base alla situazione in cui si trova, all’ambiente che lo circonda, il cibo di cui riesce a nutrirsi, ecc… Potrà all’inizio essere deforme e mostruoso, ma poi, pian piano, riprenderà una forma dignitosa. In questo racconto Manfredi ci narra cosa può accadere ad un arcivampiro a cui hanno staccato la testa. Ironico e beffardo la storia si lascia leggere anche per la sua vena surreale e quasi provocatoria.
Il metodo Vago
Forse uno dei migliori racconti di questa raccolta è quello dedicato a Emilio Vago: trasformista, comparsa cinematografica e vampiro. Tutto il racconto è visto con gli occhi di un critico cinematografico che, involontariamente, viene a conoscenza di questo strano e semisconosciuto personaggio e si mette sulle sue tracce, inizialmente con molte difficoltà, perché nel mondo Hollywoodiano nessuno sembra conoscere, ne aver mai sentito parlare di questo personaggio. Poi un giorno il giornalista trova un volantino di una scuola in cui si insegna il “metodo Vago”. Incuriosito, il critico, va nella scuola che si trova nello scantinato buio e sporco di un fatiscente palazzo e finalmente, dopo tanto cercare, ha l’occasione di conoscere quest’essere misterioso. Il problema nasce però proprio ora, perché dopo quell’incontro sembra non riuscire più a liberarsi di lui. Vago riesce ad entrare anche nei suoi sogni, anzi nei suoi peggiori incubi. C’è solo un modo per potersi liberare di Vago…. È quello che conoscerete anche voi leggendo il racconto , ma, rimanendone a vostra volta irrimediabilmente prigionieri.
Summer of love
Agosto 1965. Un gruppo di Hell’s Angels (i famosi motociclisti) viene invitato ad una strana festa in stile Halloween a San Francisco, sulle colline della penisola, a La Honda, una tenuta dove un gruppo i Hippies (i Merry Pranksters) hanno organizzato una giubileo di perdizione: orge, fumo, alcol, sesso e acidi.
Lazlo, il protagonista del racconto, incontra nel buio del giardino della villa dove si svolge la festa, una strana ragazza dai capelli rossi, languida e misteriosa. Gli rivela di stare in guardia. Lui lo ha scelto e tra poco arriverà a prenderlo. Poi sparisce. Laslo non capisce, ma poco più tardi, mentre è appoggiato ad un tronco di un albero a smaltire la sbronza, uno strano tipo gli si avvicina. Lo guarda con grandi occhi ipnotici, gialli intensi… poi tutto si spegne.
Dopo due giorni Laslo si sveglia in un’antica villa riccamente arredata, privo di forze. Sebastian, un vecchio vampiro, lo ha catturato e lo sta trasformando in un suo servitore. In questo momento Laslo è ancora un Near Dead, ovvero “un quasi morto”. Giorno dopo giorno la sua volontà viene sempre meno, soverchiata da quella di Sebastian che lo controlla totalmente.
Inizia così l’addestramento di Laslo per divenire un abile servitore e forse un giorno, lui stesso un Vampiro. Manfredi gioca abilmente fra citazioni cinematografiche, fumettistiche e letterarie: il “Selvaggio” con Marlon Brando, “Forbidden Placet” (del 1956), il serial televisivo “Vita da strega” e “La valle dell’Eden” con James Dean. La capacità di Manfredi è quella di raccontarci un’avventura fantastica di vampiri, zombie e strane creature, calandola in un contesto storico e culturale (in questo caso quello degli anni ’60) con tutto il suo immaginario. La narrazione è sempre arricchita di citazioni, luoghi, personaggi e accadimenti reali che creano un contesto assolutamente credibile e godibile, anche per chi non ha vissuto quel periodo ma ne ha forse solo sentito parlare. La falsità del racconto diviene così ancora più vera ed affascinante proprio perché la ricostruzione del contesto non è mai fine a se stesso ma sempre legata a ciò che lo scrittore ci sta raccontano.
Oltre al fatto di considerare questa storia una delle migliori dell’intero libro, va citata un’interessante nota che lo scrittore ci svela sui vampiri. Uno dei poteri dei vampiri più potenti è quello di trasformare i loro servi in altrettanti vampiri. Per fare questo devono però svuotare completamente dalle loro menti tutti i ricordi della vita passata che li renderebbe “Succubi”, ovvero vampiri dipendenti dal sangue dei loro famigliari. A volte però dal fiume dell’oblio in cui un vampiro è stato immerso, possono ugualmente sorgere dei ricordi sconvolgendo le menti dei vampiri che così diventano terribili e scatenati assassini. Sono questi i “Predatori”, la casta più bassa dei signori della notte, che rischiano di mettere in crisi la segretezza di tutto il mondo vampirico a causa dei loro atti indiscriminati. L’amore è dunque il pericolo maggiore per una di queste nefande creature. Per difendersi i vampiri si sono organizzati nei secoli con una vera e propria società segreta che organizza la loro vita, le loro finte morti, i cambi di residenza, a fine di rendere credibile agli umani la loro esistenza, senza che si creino dubbi sul loro modo di vivere.
Ulteriori approfondimenti:










