Paola Boni
Paola Boni si definisce artista Pop Art e iper-realista. Nei suoi lavori campiona pagine e copertine di fumetti americani o italiani degli anni ottanta. Quelli dell'infanzia dell'autrice. Ecco apparire Snoopy, Porky Pig, Duffy Dug, Tom and Jerry, The Flintstones, Popeye, Lupo Alberto, Tiramolla e molti altri. A differenza di Roy Lichtenstein che ingrandiva a dismisura una vignetta emulando la tecnica di stampa per puntini tipica della quadricromia, Paola Boni prende la pagina di un "giornalino", la stropiccia (argh…) e la riproduce esattamente come appare con un'attenzione maniacale per il dettaglio, curando luci e ombre che si creano sulla superficie della carta piegata. A contrastare questa operazione iper-realista utilizza invece strumenti della tradizione pittorica come i pastelli a olio che solitamente lasciano un segno estremamente materico ed evidente e sono utilizzati dagli artisti proprio per il loro aspetto grafico ed espressivo (si pensi alle opere di Degas), difficili da controllare nei dettagli e quasi impossibili da stratificare in modo pulito. Paola Boni affronta questa sfida trasformandola in uno strumento al servizio della propria ricerca artistica. Attraverso una gestione rigorosa e graduale del pigmento, interviene sulla superficie con sovrapposizioni sottilissime di colore, calibrando con estrema attenzione la pressione e le sfumature. Ne derivano esiti formali caratterizzati da una pulizia impeccabile, una levigatezza uniforme e una precisione puntuale, in cui ogni piega della carta, ogni gioco di luce e ogni oscillazione cromatica emergono con assoluta chiarezza e definizione. Il risultato è sorprendente: quella carta stropicciata dei "giornaletti" come li chiamavano denigrandoli i "maestri" di un tempo, diventano ora vere e preziose icone della nostra più affezionata memoria.





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