Scott Adams 

Il fumettista Scott Adams si è spento all’età di 68 anni il 14 gennaio 2026. È stato l’autore di *Dilbert*, la celebre striscia a fumetti nata nel 1989 che, attraverso il personaggio dell’impiegato omonimo, ha messo in scena l’alienazione, il nonsenso e le piccole crudeltà quotidiane del mondo aziendale.
Adams era nato nel 1957 a Windham, nello stato di New York. Fin dall’infanzia mostrò un forte interesse per il disegno e i fumetti. Conclusi gli studi scolastici, si laureò in economia e si trasferì in California. Trovò impiego come banchiere, ma nel giro di quattro mesi subì due rapine a mano armata, un’esperienza che lo spinse a desiderare un cambiamento professionale. Pur mantenendo un lavoro d’ufficio alla Pacific Bell, cominciò a esplorare nuove possibilità creative, individuando nel fumetto il terreno più fertile. Proprio in quel periodo nacque l’idea di *Dilbert*, il cui nome gli fu suggerito da un ex collega.

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La striscia venne proposta a diverse testate, tra cui *New Yorker* e *Playboy*. Anche dopo le prime pubblicazioni, Adams scelse inizialmente di non lasciare il posto fisso, dedicandosi al disegno all’alba, prima di recarsi in ufficio. In *Dilbert*, il protagonista è un ingegnere intelligente ma perennemente frustrato, immerso in un ambiente popolato da figure emblematiche delle disfunzioni aziendali: il capo dai capelli a punta, volutamente privo di nome per rappresentare un superiore universale e incarnazione dell’incompetenza manageriale sistemica; Wally, campione dell’inerzia e dell’arte di non fare nulla; Alice, la più capace del gruppo, ma anche la più collerica, costantemente penalizzata da un sistema che non premia il merito.

Le gag ricorrenti della serie ruotano intorno a progetti privi di senso, riunioni interminabili, ristrutturazioni continue, software inutilizzabili e strategie che mutano di settimana in settimana. Questo insieme di situazioni ha reso *Dilbert* una delle satire più incisive del capitalismo tardo-novecentesco, capace di cogliere il malessere della nuova classe media impiegatizia.

Nel 1995, di fronte al successo ormai consolidato della striscia, Adams decise di dedicarsi esclusivamente alla carriera di fumettista, gestendo un vasto sistema di licenze, merchandising e attività di consulenza. Finì per diventare una sorta di punto di riferimento della cultura aziendale, invitato a parlare in università, imprese e conferenze come se fosse un sociologo più che un autore di fumetti. Le esperienze accumulate negli anni di lavoro d’ufficio avevano fornito materiale autentico per personaggi e situazioni, contribuendo a rendere *Dilbert* ironico, realistico e animato da un senso di verità che lo trasformò in un’icona culturale.

Nel 1999 *Dilbert* fu adattato in una serie animata televisiva. Parallelamente, Adams si dedicò anche ad altri interessi personali, pubblicando libri dedicati alla politica e alla religione.

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© Scott Adams