SANDOKAN - LA TIGRE RUGGISCE ANCORA
a cura di Francesco Aquilanti e Loretta Paderni
ORANGERIE – REGGIA DI MONZA
DAL 7 MARZO AL 28 GIUGNO 2026
Una mostra spettacolare e visionaria che riporta in vita l'eroe più indomabile della letteratura italiana. Mentre la nuova serie televisiva ha ricondotto Sandokan nelle case di milioni di italiani, a Monza arriva qualcosa che nessuno ha mai visto prima. Dal 7 marzo al 28 giugno 2026, gli spazi monumentali dell'Orangerie della Reggia di Monza ospitano SANDOKAN. LA TIGRE RUGGISCE ANCORA: un viaggio di immersione totale nel Sud-est asiatico ottocentesco
– reale e leggendario – attraverso Borneo, Malesia, India e Indonesia, così come li ha immaginati Emilio Salgari, lo scrittore che ha fatto sognare generazioni di lettori. Ideata e prodotta da Vertigo Syndrome e curata da Francesco Aquilanti e Loretta Paderni, l'esposizione è concepita come una grande epopea visiva e sonora, capace di far dialogare la fantasia letteraria con materiali storici autentici, in un continuo gioco di rimandi tra invenzione narrativa e realtà.

Sandokan_Dal romanzo Le Tigri di Mompracem di Emilio Salgari_disegni di Hugo Pratt_testi di Mino Milani_Hugo Pratt©1967_Cong SA_Svizzera
La mostra ha il patrocinio del Ministero della Cultura e del Comune di Monza ed è stata realizzata grazie alla collaborazione attiva del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e di istituzioni e privati che hanno entusiasticamente aderito al progetto, mettendo a disposizione i loro preziosi oggetti, documenti, cimeli e soprattutto le loro competenze culturali. Tra questi il Museo delle Civiltà di Roma, la Fondazione Tancredi di
Barolo, gli eredi Matania/Della Valle, la Cong Sa-Hugo Pratt properties, l’Archivio Sarti, il Museo Stibbert di Firenze, la RAI, la Cineteca Nazionale e l’Istituto Luce.

Carlo Rispoli_Le Due Tigri dal romanzo di Emilio Salgari_©Carlo Rispoli e Segni d'Autore srls_all rights reserved
PERCHÉ QUESTA MOSTRA È UN EVENTO IMPERDIBILE
Il momento è perfetto. C’è una nuova generazione che ha incontrato Sandokan per la prima volta grazie alla recente serie televisiva, riscoprendo oggi un eroe che appartiene a una tradizione molto più lunga. E ci sono gli adulti che con la Tigre della Malesia sono cresciuti: bambini negli anni Settanta, incollati allo schermo davanti allo sceneggiato con Kabir Bedi, oggi genitori pronti a riconoscere in quelle storie l’origine dei propri sogni di avventura. Ma la passione per questo personaggio ha trascorso almeno cinque generazioni a partire da quel martedì 16 ottobre 1883 quando il romanzo di Emilio Salgari “La Tigre della Malesia” con il suo protagonista Sandokan venne pubblicato in 150 puntate sul giornale “La Nuova Arena” di Verona. Un successo straordinario di pubblico, un fenomeno letterario che dura intatto da quasi 150 anni.

Sandokan_Dal romanzo Le Tigri di Mompracem di Emilio Salgari_disegni di Hugo Pratt_testi di Mino Milani_Hugo Pratt©1967_Cong SA_Svizzera
Questa mostra è il ponte tra queste generazioni: un luogo in cui memorie e prime scoperte si incontrano. Ma Sandokan non è soltanto nostalgia. È un eroe romantico e profondamente politico, una figura di resistenza e di ribellione, protagonista di un ciclo di avventure che, alla fine dell’Ottocento, contribuì in modo decisivo a formare l’immaginario collettivo italiano, in un Paese giovane e affamato di mondi lontani. Sandokan incarna un bisogno universale e senza tempo: l’evasione, il mistero, l’attrazione per terre remote in cui misurare il coraggio, la lealtà, l’amore e il desiderio di autodeterminazione. Valori che attraversano le epoche e che oggi, in un presente inquieto e disorientato, tornano a parlare con una forza sorprendente.
Un tesoro nascosto, svelato per la prima volta
Per la prima volta in assoluto vengono esposti reperti che il pubblico non ha mai potuto ammirare: la collezione etnografica originale dei Dayak, donata direttamente al Re d’Italia Umberto I da Sir Charles Brooke, discendente diretto del leggendario ma realmente esistito Rajah Bianco James Brooke, l’antagonista letterario di Sandokan. Sono gli oggetti reali, concreti, che accesero l’immaginazione di Emilio Salgari. Rimasti nascosti per oltre un secolo, tornano oggi alla luce in questa mostra.

Carlo Rispoli_Le Due Tigri dal romanzo di Emilio Salgari_©Carlo Rispoli e Segni d'Autore srls_all rights reserved
Un'esperienza che va oltre la mostra tradizionale
Non una semplice esposizione, ma un viaggio multisensoriale. I visitatori attraverseranno la giungla del Borneo, ascolteranno i misteriosi ramsinga e i tamburi di guerra, sentiranno i versi delle tigri e il fragore delle battaglie navali.
Ambienti ricreati con cura, minuzia e originalità, materiali storici, immagini, testi, suoni e voci costruiscono un racconto stratificato, capace di coinvolgere il visitatore su più livelli. Un percorso narrativo che farà battere il cuore a grandi e piccini.

Costume originale da Sandokan_serie RAI 1976_Sergio Sollima_Fondo SAFAS_Costumi d’Arte Peruzzi_Roma
IL PERCORSO ESPOSITIVO
I luoghi dell'avventura
Esiste davvero la leggendaria Mompracem? Antiche carte geografiche sveleranno il mistero dell'isola dei pirati. La giungla prenderà vita con effetti sonori e scenografici degni di una produzione cinematografica. Fotografie d'epoca, tavole botaniche rare e illustrazioni originali trasporteranno il visitatore in quel «caos di vegetali» dove «di notte è un frastuono orribile di urla, di ruggiti, di sibili che gela il sangue».

Costume originale da Sandokan_serie RAI 1976_Sergio Sollima_Fondo SAFAS_Costumi d’Arte Peruzzi_Roma
Gli oggetti del mito
I costumi originali della serie TV degli anni Settanta disegnati dal due volte premio oscar Nino Novarese e fortunosamente ritrovati in una delle più antiche sartorie teatrali italiane, gli oggetti e le armi di scena provenienti dalla più importante attrezzeria cine-teatrale, si affiancano alle autentiche lance del popolo dei Dayak, con i kriss malesi, gli scudi tribali e i trofei originali di queste popolazioni, conosciute come “i tagliatori di teste”: la mostra riunisce infatti insieme ai materiali di scena e alla rara documentazione audiovisiva, antichi e originali manufatti etnografici mai esposti fino ad oggi. Oggetti e abiti autentici provengono da prestigiose collezioni e musei italiani che hanno contribuito come partner alla realizzazione questa mostra. Ogni pezzo racconta una storia. Ogni arma evoca una battaglia. Ogni ornamento sussurra i segreti dell'Oriente misterioso, così come è rigorosamente descritto dalla penna di Emilio
Salgari.

Sarangi_cordofono ad arco_Museo delle Civiltà_Roma_©Fabio Naccari
I personaggi immortali
Una sezione centrale del percorso è dedicata ai personaggi che popolano l'epopea salgariana. Accanto alla Tigre della Malesia, la mostra restituisce spazio e profondità agli altri protagonisti del ciclo indo-malese primi fra tutti l’ironico e leale Yanez de Gomera e la risoluta e affascinante Marianna Guillonk, la Perla di Labuan e questo senza dimenticare le tante figure che compongono le schiere di Sandokan, da Tremal-Naik a Kammamuri, fino naturalmente agli efferati Tigrotti: la multiforme e variegata ciurma di pirati che incarna l'idea di una fratellanza senza confini etnici. Illustrazioni originali, materiali editoriali, immagini cinematografiche e fumettistiche mostrano come questi personaggi abbiano attraversato epoche e linguaggi, fissandosi nell'immaginario collettivo come figure archetipiche dell'avventura, del coraggio e della lealtà.
Il nemico: colonialismo e ambiguità del potere
Una sezione specifica affronta il tema del colonialismo e della figura dei “Rajah bianchi”, primo fra tutti James Brooke figura storica realmente esistita, antagonista letterario di Sandokan, nonché del suo diretto successore Charles Brooke al quale si deve la raccolta della collezione etnografica esposta in questa mostra. La mostra restituisce il contesto politico e culturale dell'epoca, mettendo in luce il conflitto tra dominio e resistenza che attraversa tutta la saga e ne costituisce una delle tensioni più profonde.

Modello di imbarcazione con vela di fibre vegetali_Museo delle Civiltà_Roma_©Damiano Rosa
Emilio Salgari La penna spezzata
Nelle ultime aree del percorso emerge il ritratto di Emilio Salgari: scrittore popolarissimo e insieme tragicamente sfruttato, autore instancabile, costretto a una produzione incessante da un sistema editoriale che ne consumò il talento senza riconoscerne pienamente il valore. La celebre penna spezzata lasciata sul suo tavolo di lavoro è l’emblema, il gesto simbolico estremo prima che Salgari ponga fine alla propria vita nel 1911. È l’immagine di una parabola dolorosa: quella di un autore capace di creare mondi sconfinati e personaggi liberi e ribelli, ma imprigionato nella realtà da debiti, contratti vessatori e isolamento culturale e da continui drammi familiari. Eppure, già in vita, Salgari era riconosciuto come una figura centrale della cultura popolare italiana. Nel 1897 fu insignito del titolo di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia per aver saputo «istruire dilettando» intere generazioni di giovani lettori. Un riconoscimento che convive, in modo emblematico, con la durezza delle sue condizioni di lavoro. Un contrasto che rende la sua figura oggi più che mai attuale.

Katapu_copricapo da guerra_Museo delle Civiltà_Roma_©Giorgio Bronchi
Sandokan oltre la pagina: cinema, fumetti, illustrazione
La mostra si apre infine alle molteplici reincarnazioni visive di Sandokan: dal cinema degli anni Quaranta alla televisione, dai grandi sceneggiati RAI alle trasmissioni di approfondimento e parodie televisive, passando per
il fumetto, i bozzetti di costumi e l'illustrazione per i quali saranno visibili tavole preparatorie originali di illustratori memorabili come Alberto della Valle e disegnatori di fumetto conosciuti da tutto il mondo come Hugo Pratt. Un secolo di immagini e testimonianze che confermano la vitalità di un mito capace di attraversare linguaggi, epoche e generazioni mantenendo intatti quei valori di avventura, coraggio e lealtà.

Katapu_copricapo da guerra_Museo delle Civiltà_Roma_©Giorgio Bronchi
INFORMAZIONI
SANDOKAN. La tigre ruggisce ancora
a cura di Francesco Aquilanti e Loretta Paderni
Orangerie – Reggia di Monza
Viale Brianza 1, Monza
7 marzo – 28 giugno 2026
Orari
Dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Lunedì chiuso










