Ryan Mendozza

A partire dalla metà del secolo scorso New York è divenuta la città di riferimento per gli artisti e gli intellettuali di tutto il mondo. Ryan Mendozza sceglie di fare un percorso contrario e dalla grande mela si sposta a vivere a Napoli. 

L'artista dichiara il suo amore per il vecchio continente, per l’arte dei grandi artisti del passato, e ricerca i percorsi che gli intellettuali del primo Novecento hanno seguito in Europa e in particolare in Italia e Francia. Lo sguardo di Mendozza cade sui dettagli del quotidiano. E’ affascinato dai racconti di Hemingway, dalla prosa sintetica pur nella sua apparente semplicità, dove ogni frase lascia intuire molto più di quanto dichiari: un uomo cammina tutto il giorno, alla sera si ferma in un boschetto, monta la tenda, accende il fuoco e pesca le trote nel ruscello. Mendozza segue l'esempio di Flaubert (una vita seppur semplice è chiamata a qualcosa di grande) da cui gli deriva l'attenzione alla bellezza della quotidiana banalità. E noi, in quanto amanti del fumetto, come possiamo non citare il manga di Jirō Taniguchi “L’uomo che cammina”: descrivere in ogni episodio ciò che vede un uomo nelle sue tranquille e monotone passeggiate quotidiane.

Oltre allo sguardo sul quotidiano che gli deriva senz’altro dalla Pop Art americana, Ryan Mendoza mantiene un atteggiamento pittorico che lo avvicina molto di più ai quadri di Mario Schifano, piuttosto che alle operazioni fredde e didascaliche di Andy Warhol o di Roy Lichtenstein. Pennellate veloci, materiche, nervose, pittura che cola, macchie di colore caratterizzano le sue tele.

Nella mostra “Almost Home” allestita a Napoli nel 2020 presso la galleria di Luigi Solito, espose ventisette tele rappresentanti alcuni soggetti tratti dal mondo dei cartoons: Capitan America, Wonder Woman, Titti, Bambi, Picchiarello, Frankenstein, Topolino, Babbo natale, Star Wars e molti altri. Tutti dipinti con colature di vernice, scritte, pennellate rapide, come se quelle icone fossero staccate dai muri della città partenopea. Non sono le icone del fumetto dell’industria editoriale, piuttosto ciò che ne resta nei ricordi delle persone, la loro rielaborazione vissuta, ordinaria e popolare.

rayan mendoza

Copyright © Ryan Mendozza

Articolo di Elena Porro