Michelangelo 3: le opere architettoniche

Michelangelo Buonarroti è universalmente celebrato come scultore e pittore, ma il suo genio trovò un’espressione fondamentale anche nell’architettura, ambito nel quale seppe rinnovare profondamente il linguaggio rinascimentale. Chiamato a intervenire in età matura su alcuni dei più importanti cantieri di Roma e Firenze, Michelangelo concepì l’architettura come una forma di scultura “abitabile”, modellando gli edifici con la stessa forza plastica delle sue statue.

Tra le sue opere più significative spicca la Sagrestia Nuova di San Lorenzo a Firenze, dove spazio architettonico, decorazione e scultura si fondono in un insieme unitario e drammatico. Altrettanto innovativa è la Biblioteca Laurenziana, celebre soprattutto per il vestibolo e la scala monumentale, che rompono con le regole classiche e introducono soluzioni dinamiche e tensioni spaziali inedite.

A Roma, Michelangelo lasciò un segno indelebile nel progetto della Piazza del Campidoglio, concepita come un organismo armonico e simbolico, e soprattutto nella Basilica di San Pietro, di cui ridisegnò la struttura e la grandiosa cupola, destinata a diventare un modello per secoli. Con le sue architetture, Michelangelo aprì la strada al Manierismo e dimostrò come lo spazio potesse essere plasmato con energia, emozione e visione monumentale.

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Piazza del Campidoglio a Roma

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La sacrestia nuova a Firenze

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La faccita della chiesa di San Lorenzo a Firenze

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La cupola di San Pietro a Roma

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 Pietà Rondanini

La pietà Rondanini , Milano, Castello sforzesco