Come già anticipato nel numero di Dicembre 2000, gli albi di “Zio Paperone” dell’anno 2001 conterranno ogni mese una storia che si svolge in una ben determinata nazione.
Il primo numero del nuovo millennio contiene una lunga storia di Don Rosa, 37 pagine, che in Finlandia ha battuto ogni record di vendita al suo esordio. Sì, perché la storia è ambientata esattamente in Finlandia, e vede i paperi alle prese nientemeno che con le leggende finniche, note come “Kalevala”. Il “Kalevala” è una raccolta di queste leggende, tramandate in passato oralmente, e raccolte in forma scritta da Elias Lonrot nel 1849. Un giovane zio Paperone incontra, nella storia di Don Rosa, Lonrot a Glasgow, e gli sottrae una pagina del suo preziosissimo manoscritto. Da qui partirà la storia che lo porterà alla ricerca del “Sampo”, mitico attrezzo simile ad un mulino in grado di produrre grano, sale, e soprattutto oro. Paperone incontrerà i personaggi delle leggende, quali “Wainamoinen” e “Louhi”, con un finale a sorpresa e idilliaco, non sempre consueto nelle storie di Don Rosa.
L’albo contiene anche una bella storia di Marco Rota, “Paperino e la fantastilana”, che vede zio Paperone alla ricerca di una lana eccezionale, che ripara da ogni freddo.
Per la sezione “Gli altri Paperi” veniamo a conoscere Jack Hannah, il cui nome è legato soprattutto ai cortometraggi animati. Qui viene presentata una storia che vede Paperino alle prese con il suo terribile vicino, “Paperino in una trovata esplosiva”. Infine trova spazio una storia italiana, “Zio Paperone e i depositi gemelli” del 1972, scritta da Dick Kinney, con Matite di Romano Scarpa e chine di Giorgio Cavazzano.
L’albo è consigliato soprattutto a che ama Don Rosa. La sua storia da sola vale il prezzo di copertina.
La saga dei viaggi continua a Febbraio. E questa è una saga vera a propria. Il racconto principale, pubblicato in coda, è tratto da una serie di sei storie realizzata in Germania a partire dal 1984. L’idea è di Adolf Kabatek, editore della Ehapa Verlag, che pubblica Disney in Germania. La sceneggiatura è stata realizzata da uno staff dello studio spagnolo “Estudios Recreo” di Francesco Bargadà. La sceneggiatura è di Miquel Pujol, Cesar Ferioli, José Tortajada e Julio Ramos. I disegni sono di Cesar Ferioli, José Migual Tortajada, Marçal Albella e Albert Garcia. Questa prima avventura si svolge in Messico, alla ricerca di un tesoro Maya, e si intitola appunto “Zio Paperone e il dio della pioggia di Uxmal”. Lo stile è forse un po’ inusuale per chi è abituato a Carl Barks o agli autori italiani. Le gags sono infatti tipiche delle storie di origine latina, sudamericana in particolare. Però la lunghezza della storia, 44 pagine, e la trama colpiscono positivamente. Speriamo di vedere presto, nei prossimi numeri, le altre storie della serie tedesca.
Le altre storie dell’albo sono un po’ di contorno, e nulla hanno a che fare con la storia Maya. Da segnalare la presenza di Romano Scarpa, con “Paperone e il ladro di profumi”. Non sarà una delle sue indimenticabili, ma il finale con Brigitta è godibilissimo, e molto imprevedibile.
Non mancano tre storie autoconclusive di Carl Barks, ed una storia inedita di Fred Milton, “Più conosco le donne...”, con protagonista Paperino.
Il 27 marzo del 2001 Carl Barks avrebbe compiuto 100 anni. Ha mancato questo appuntamento di poco, poiché la malattia, di cui ormai rifiutava le cure, ce lo ha sottratto il 25 agosto scorso. Verrà perciò pubblicata la sua ultima storia (di cui Barks ha però scritto solamente il soggetto): “Paperino – Da qualche parte in mezzo al nulla”. Noi avremmo voluto festeggiare i suoi 100 anni con lui, e con i suoi personaggi, invece siamo costretti a commemorare i 100 anni della sua nascita. Però lo ricorderemo sempre, anche se le sue storie allietano ora altri spazi.
Proseguono le avventure dei Paperi in giro per il mondo. In questo numero l’avventura principale si svolge... in mezzo al nulla. Nell’albo è infatti contenuta la storia “Paperino – Da qualche parte, in mezzo al nulla”, che può essere considerata l’ultima di Carl Barks. In realtà Barks ha scritto solo il soggetto, mentre la sceneggiatura è di John Lustig e i disegni di Patrick Block. Barks ha tuttavia supervisionato il lavoro, che risulta buono, pur non essendo il vero Barks. È comunque un documento importante. Nel numero c’è anche un articolo su Barks, visto che il 27 Marzo cadeva il centenario della nascita, e il dietro le quinte della storia.
Il fascicolo ci propone anche la storia “Le Giovani Marmotte e la danza tempestosa”, scritta da Carl Barks, nella sua seconda versione, disegnata da Daan Jippes nel 1992. La prima versione, disegnata da Kay Wright nel 1972, era stata pubblicata in Italia su “Almanacco Topolino” dell’Aprile 1972 con il titolo “Le Giovani Marmotte e la danza antiscolastica”. È curioso notare le affinità e le differenze delle due versioni, la seconda delle quali ha senza dubbio un segno più pieno e dettagliato.
Segue una bella storia di Marco Rota, “Paperino e il totem parlante”, del 1997, ambientata nel west, con Paperino in veste eroe.
Completano l’albo “Paperino e l’incendiario”, di Carl Barks del 1946, e altre brevi sempre di Barks.
Il numero di Aprile si apre in Vulcanovia, terra situata nel continente Sudamericano infestata da tanti piccoli vulcani e da un grosso, terribile vulcano noto come “Vecchio Feroce”. La storia, intitolata appunto “Paperino in Vulcanovia”, è stata realizzata nel 1947 da Carl Barks, e vede Paperino ed i nipoti trasportati a loro insaputa nella terra dei Vulcani. Il ritorno verso casa risulta praticamente impossibile, a meno che Paperino non riesca a compiere un’impresa che lo renda eroe nazionale. I suoi tentativi gli procureranno però più guai che gloria.
Troviamo poi una vecchia storia scritta da Guido Martina e disegnata dal tratto inconfondibile del grande Romano Scarpa, “Paperino e l’ora dell’oro”, datata 1955. Qui i Paperino entra in competizione con Zio Paperone e Gastone per l’eredità dell’uomo più ricco del mondo, che incredibilmente non è Zio Paperone ma il Maragià di Barinkana. L’impresa si presenta disperata, ma Paperino può contare sull’aiuto dei nipotini, anche se i risultati non saranno quelli sperati.
Nell’albo trova spazio una storia disegnata da Jack Bradbury nel 1954, di cui però non è indicato lo sceneggiatore, che vede Paperino in lotta con lo Zio per un pozzo di petrolio, “Paperino ed il pozzo di petrolio”.
Torna infine Don Rosa, con “Zio Paperone – Due nipoti, nessun profitto!”, del 1987. Zio Paperone offre a Paperino e Gastone mille dollari ciascuno, con cui dimostrare le proprie capacità. Riuscirà la buona volontà di Paperino ad avere ragione della fortuna di Gastone?
Concludono l’albo due storie autoconclusive di Barks.
Come si legge nelle anticipazioni alla fine del fascicolo, nel mese di Maggio Zio Paperone tornerà a casa. L’albo conterrà infatti avventura ambientate in Scozia, realizzate da vari autori, tra cui Vicar e Harry Gladstone. Non ci saranno (purtroppo) storie di Barks, che è però la fonte ispiratrice di alcune storie, e di Don Rosa.
Articolo di Renato