La Storia dell'Arte di Topolino

Testi: Roberto Gagnor, disegni: Vitale Mangiatori e Paolo De Lorenzi, colori: Mirka Andolfo.

Sul settimanale Topolino è in corso un'interessante proposta di promozione dell'Arte attraverso il fumetto. L'iniziativa, suddivisa in otto puntate, prende nome de "La storia dell'Arte di Topolino”. I testi del progetto sono di Roberto Gagnor. Accurate schede descrittive sono sempre riportate a seguito delle storie per fornire approfondimenti e chiavi di lettura particolari. E magari far scaturire l'interesse e la voglia di conoscere l'Arte nei più giovani. L'idea nasce allo sceneggiatore dopo aver scritto per Topolino n. 2861 una storia in cui Topolino incontra Salvador Dalì e l'arte del Surrealismo.

L'esperimento da vita ad un'azzeccata serie di storie, affatto superficiali, ricche di citazioni e di strizzate d'occhio anche per i più esperti conoscitori dell'Arte o dei sistemi comunicativi, dimostrando la grande capacità dello scrittore di raccontare con i personaggi disneyani, rivolgendosi ad un pubblico eterogeneo. Anche la colorazione è ben fatta e curata, spesso adottando effetti plastici come la colorazione delle linee di contorno per dare profondità alle vignette.

Topolino numero 2922 - 

Testi di Roberto Gagnor, disegni di Vitale Mangiatordi, colori di Mirka Andolfo

Si inizia con il numero 2922 con una storia dedicata all'arte primitiva e ai graffiti dipinti sulle pareti delle grotte dai nostri antenati. In particolare i nostri eroi hanno a che fare con i graffiti della grotta di Lascaux in Francia, uno degli esempi più significativi dell'arte rupestre.

Topolino numero 2923 - "Il romantico Papiro di Paperinubis"

Testi di Roberto Gagnor, disegni di Paolo De Lorenzi, colori di Mirka Andolfo

Sul numero successivo si affronta l’arte e la scrittura dei geroglifici. Paperino, nelle vesti di uno scriba, tenta di comunicare attraverso l'arte pittografica dei geroglifici, creando non pochi problemi a sé e i suoi comprimari. Lo sceneggiatore affronta il tema della storia dell'Arte con ironia e capacità, riflettendo con sapienza sull'uso del linguaggio e sulle sue possibili incomprensioni semiotiche. La storia è simpatica e scorrevole.

Topolino numero 2924 - "Le tre o quattro fatiche di Paperogate di Creta"

Testi di Roberto Gagnor, disegni di Vitale Mangiatordi, colori di Mirka Andolfo

La storia è ambientata nell'antica Grecia. Gagnor vuole soffermarsi in questo episodio sull'arte musiva: con grande abilità e capacità narrativa gli artisti greci sapevano illustrare sulle pareti dei vasi in ceramica scene della loro storia e della loro mitologie. E' infatti su quest'ultima che si sofferma lo sceneggiatore, ri-raccontandoci in maniera ironica, le sette fatiche di Ercole. Paperogate di Creta (Paperoga) apprendista artigiano e Ciccios di Salamina (Ciccio) gran divoratore di feta (famoso formaggio greco) tentano la fortuna che ha immortalato Ercole come "l'eroe più eroe" della Grecia, tanto da divenire il presentatore di un famosissimo reality show. Se i nostri giovani apprendisti sapranno eguagliare le imprese del mitico semidio, anch'essi potranno vincere un ricco montepremi in statue, bassorilievi e dracme realizzati dal povero Paperinides lo scalognide (Paperino). Le imprese vengono ovviamente trasformate nel classico stile disneyano: il leone di Nemea diventa un feroce coniglietto di Nemea, apparentemente un batuffolo tutte coccole, pronto a trasformarsi in una belva ferocissima (qui l'autore strizza l'occhio anche ai grandi occhioni dolci dei manga giapponesi). Le stalle del re Augia non sono nulla in confronto al caos che regna nella cameretta di suo figlio Macellos e la famosa Idra ha molti occhi soprattutto per giornali scandalistici e di pettegolezzo. Gagnor gioca bene con citazioni tratte dalla cultura dello spettacolo, della televisione e dell'arte. Forse in questo caso il riferimento alla Storia dell'arte è meno forte e pregnante che negli altri episodi. La storia è comunque divertente.

Topolino numero 2925 - "Maestro Topolinus e il portale rivelatore"

Testi di Roberto Gagnor, disegni di Vitale Mangiatordi, colori di Mirka Andolfo

In questo numero, sempre gli stessi autori, ci conducono in pieno medioevo, nell'anno 1.066 e l'Arte analizzata è quella delle costruzioni romaniche e delle maestose cattedrali. Pippo impersona i panni dello scultore Pippigelmo (nato dalla fusione del nome di Wiligelmo, scultore che realizza i bassorilievi che si trovano sulla facciata del Duomo di Modena e le opere che Benedetto Antelami scolpisce sul tema dei mesi per il battistero di Parma. Entrambi capolavori del Romanico italiano). Il medioevo è un periodo buio, di analfabetismo, ignoranza, paura e superstizione. La povera gente viene facilmente manipolata dai prepotenti che riescono a controllare il potere attraverso la forza ma anche la "comunicazione". Ecco la funzione della nuova arte Romanica: istruire, raccontare anche agli analfabeti, trasmettere conoscenze e saperi per poter migliorare le proprie condizioni di vita. Lo dice Topolino in diversi momenti della storia: "Noi siamo artisti! Possiamo creare qualcosa di nuovo e migliorare le cose!" - "La nostra arte serve a raccontare storie e a insegnare" - "Informatevi e pensate con la vostra testa! Solo così sarete liberi!".

E poi lo stesso Orazio, compagno di viaggio del gruppetto di artisti "Gli artisti sono indipendenti, non piacciono ai prepotenti".

Topolino numero 2926 - "Pippo della Francesca e il ritratto del complotto"

Testi di Roberto Gagnor, disegni di Paolo De Lorenzi, colori di Mirka Andolfo

Su numero natalizio 2926, Pippo interpreta la parte di Piero della Francesca, impegnato a Urbino nella realizzazione del ritratto di Federico da MonteFeltro e della sua consorte Battista Sforza. L'arcinemico Macchia nera, è un intrigante impostore che organizza l'attentato alle spalle del famoso condottiero di ventura. In questo caso i disegni sono scaturiti dalla matita di Paolo De Lorenzi che si cala pienamente nello spirito della riforma dell'Arte del Rinascimento.

Topolino numero 2927 - "Paper Monet e il salon dé Paperon"

Testi di Roberto Gagnor, disegni di Vitale Mangiatordi, colori di Mirka Andolfo

Sul numero 2927 la storia intitolata “Paperin Monet e il salon De’ Paperon” è ambientata a Parigi nel 1.874, l'anno della prima mostra degli impressionisti. Al centro di una strada di Parigi assistiamo una zuffa tra artisti, da una parte gli autori più rivoluzionari (Paperin Monet, Paperogue Duchamp, Ciccius Buffet e Gaston Furbet che inventa l'arte Fortunista perchè la sua prodiga fortuna gli permette di trovare un quadro già fatto) che cercano nuove soluzione per l'arte, dall'altra parte quelli più accademici, vicini ai temi neoclassici e l'amore per la mitologia. Paperino, stufo di questi continui battibecchi con i pittori dei saloon, alla ricerca di una novità che gli permetta di rivoluzionare l'arte, decide di andare a dipingere all'aperto, per trovare ispirazione: nasce così la pittura En Plein Air tipica del movimento impressionista. Roberto Gagnor ci regala un'altra storia ricca di citazioni e famosi personaggi: la pittura Neoclassica, gli artisti accademici, le opere dei dadaisti e in particolare Duchamp, i famosi musei che ospitano tutt'oggi le opere di Monet, Sisley, Renoir e compagni. Belle anche le citazioni che ricostruiscono l'atmosfera del tempo come il fotografo che cerca per strada di vendere un dagherrotipo a Paperino, vantandosi che la tecnica è ormai molto veloce: ci vogliono solo quindici minuti per scattare la fotografia. Oppure Paperone che raccoglie un giornale da terra, ma lo chiama, giustamente, il Feuilleton (l'autore strizza così l'occhio ai settimanali attuali, magari proprio a quelli a fumetti come Topolino). A volte la ricostruzione di Gagnor non è fedele e cronologica, ma si può tranquillamente perdonare qualche licenza poetica se il fine è quello di raccontare l'Arte e di avvicinare i giovani alla sua conoscenza. Ad arricchire la storia la presenza di un personaggio letterario fantastico tratto dall'epoca: ovvero Le Fantome (famoso ladro di Arte, abile, veloce e imprendibile).

Topolino numero 2928 - "Topolino e i capolavori paradossali"

Testi di Roberto Gagnor, disegni di Paolo De Lorenzi, colori di Mirka Andolfo

A mio parere questa è la storia migliore della serie. Dedicata al Cubismo e al genio inventivo di Picasso. Il ritmo narrativo è tenuto alto grazie ad uno stratagemma narrativo: a causa della scarica elettrica di un fulmine, caduto a Parigi durante un temporale nel 1907 (anno in cui Picasso dipinge il famoso quadro "Les Demoiselles d'Avignon" con cui aprirà le porte per la creazione del Cubismo e rivoluzionare l'Arte contemporanea), si crea una bolla temporale con cui il pittore Pablo Picasso viene catapultato per un breve periodo nel nostro mondo. Topolino e Pippo dovranno cercare di risolvere la situazione. Lo stratagemma permette a Gagnor di scrivere una buona storia che fa anche riflettere sul ruolo dell'Arte e su quello del mercato.

Topolino numero 2929 - "Zio Paperone e l'avventura dell'Arte futura"

Testi di Roberto Gagnor, disegni di Vitale Mangiatordi, colori di Mirka Andolfo

L'ultimo episodio della serie è dedicato all'Arte contemporanea. Ospite d'onore il giornalista e critico d'arte Philippe Paperio (ispirato evidentemente, con la classica ironia disneyana, a Philippe Daverio e alla sua trasmissione televisiva Passepartout che qui diventa Quack Spartout). Paperone è alla ricerca di investimenti che gli permettano un facile e veloce rientro economico. Per questo, con la guida del famoso esperto d'Arte, visita i principali musei di Arte contemporanea e le principali manifestazioni come la Biennale di Venezia o il Tate Modern Gallery di Londra, il Museo Duckenhaim di Bilbao, alla ricerca di opere d'arte e artisti di successo. Nuovi artisti, nuovi nomi da lanciare sul mercato e sui quali speculare, non certo per amore dell'Arte, ma piuttosto per averne un rientro economico. Lo sceneggiatore in questo caso non si limita a semplici citazioni, anzi abbonda di riferimenti all'arte contemporanea. Tra le vignette ritroviamo artisti viventi e no, che hanno rivoluzionato l'arte del novecento: Mark Quackthko (Mark Rotcho), Fontanella (Lucio Fontana), Papollock (Jackson Pollock), Keith Haringa (Keith Haring), Papschenberg (Robert Rauschenberg), Jeef Goons (Jeff Jeff Koons), Paperogue Duchamp (Marcel Duchamp), Maurizio Quackelan (Maurizio Cattelan) e molti altri.

Non manca la sapiente capacità di creare gag ispirandosi al contemporaneo, per infarcire la storia di comicità. Ad esempio i voli "low cost" che risparmiano su tutto: compresi il servizio di bicchieri vuoti (senza la classica bevanda offerta dalle hostes, sedili consumati e topi infestanti.

Il finale con cui Gagnor chiude la serie di episodi lascia un messaggio di speranza rispetto all'Arte e al suo significato salvifico: "Fogli bianchi e pennarelli rappresentano l'Arte che verrà. L'Arte non ancora inventata e messa su carta o su tela... ma solo sognata. L'opera più importante è quella che deve ancora arrivare. La nostra voglia di creare non si è mai fermata e non si fermerà mai".

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